Differenze tra le versioni di "Penitenza di Arjuna"

m
fix pagine nelle note, fix ordine delle sezioni conclusive secondi il manuale di stile, sposto immagine elevo galleria
(fix)
m (fix pagine nelle note, fix ordine delle sezioni conclusive secondi il manuale di stile, sposto immagine elevo galleria)
== Interpretazioni ==
=== La penitenza di Arjuna ===
Image[[File:Mahabalipuram pano2.jpg|thumb|left|Vista panoramica del bassorilievo]]
Nel grande poema epico [[Mahābhārata]] (in particolare nel [[Vana Parva]]) è narrato che [[Indra]], re degli dei, consigliò a suo figlio, l'eroe Arjuna della dinastia dei [[Pandava]], di propiziarsi [[Śiva]] affinché quest'ultimo gli concedesse in prestito il proprio temibile arco [[Gandhiva]]. Arjuna aveva infatti bisogno delle armi più forti dei [[Deva]] per sconfiggere i suoi malvagi cugini [[Kaurava]].
 
Arjuna intraprese così una serie di penitenze, come ad esempio stare in piedi su una gamba sola, durante le quali rivolse la propria devozione a Śiva<ref>The Mahabharata, Kisari Mohan Ganguli, tr. [1883-1896]. Vana Parva, Libro III, '''p. 85'''.</ref>.
 
Questi, constatando la purezza dei suoi intenti, volle metterlo alla prova.
 
Un giorno, il Pandava fu attaccato da un grande demone sotto forma di cinghiale. Afferrò il proprio arco e scagliò una freccia. Śiva, che nel frattempo aveva assunto la forma di un cacciatore, scagliò a sua volta una freccia che colpì il bersaglio nello stesso istante di quella di Arjuna. Il cinghiale cadde al suolo senza vita, ma Arjuna si accorse che qualcun altro aveva interferito con quello scontro. Accortosi della presenza del cacciatore, prese così a litigare con lui su chi avesse colpito la preda per primo. La discussione si animò rapidamente e i due ingaggiarono un feroce duello.<ref>Ibid. '''ppp. 86/-87'''.</ref>
 
Combatterono per lungo tempo ma Arjuna, per quanto si impegnasse, non riusciva a sopraffare l'avversario. Stremato e ferito, meditò su Śiva invocando umilmente il suo aiuto. Quando riaprì gli occhi vide il corpo del cacciatore adornato da fiori e capì che questi non era altri che lo stesso Śiva. Arjuna si prostrò ai suoi piedi, scusandosi per non averlo riconosciuto e per essersi addirittura scagliato in battaglia contro di lui. Śiva gli sorrise rivelandogli il proprio vero intento: assicurarsi che Arjuna fosse qualificato per utilizzare la sua arma più potente. Il Dio così gli promise che, prima dell'inizio della guerra, gli avrebbe consegnato l'arco ed insegnato ad usarlo, quindi scomparve.<ref>Ibid. '''p. 89'''.</ref>
 
=== La discesa del Gange ===
[[Image:Ganga Mahabalipuram2.jpg|thumb|left|La discesa delle acque del Gange]]
Il re [[Sagara]] decise di eseguire [[Aśvamedha]], il rito del cavallo, per provare la propria supremazia.
 
I suoi servi, però, smarrirono il cavallo sacrificale<ref>Alcune versioni della storia sostengono che fu Indra a rubare il cavallo.</ref>. Sagara ordinò ai suoi sessantamila figli di ritrovarlo. I principi infuriarono per tutto il [[Bharat]] bruciando foreste e distruggendo la terra ed ogni forma di vita per ottemperare alla richiesta. Alla fine giunsero in un luogo tranquillo dove trovarono il saggio [[Kapila]] seduto in meditazione e dietro di lui pascolare il cavallo sacrificale. I principi infuriati attaccarono il Kapila pensando che fosse stato lui a rubare il cavallo, ma quando Kapila aprì gli occhi il suo immenso potere ridusse il sessantamila principi in cenere.<ref>[http://www.sacred-texts.com/hin/vp/vp096.htm#page_378 Sons of Sagara] [[Vishnu Purana]] tradotto da [[Horace Hayman Wilson]], 1840, Libro IV, Capitolo IV. '''ppp. 377/-378'''.</ref>
 
Più tardi re Sagara inviò suo nipote [[Amshuman]] a recuperare il cavallo. Kapila si mostrò accondiscendente, restituì l'animale e disse ad Anshuman che i sessantamila figli di re Sagara avrebbero potuto salire al cielo solo se il Gange fosse sceso sulla terra ed avesse purificato le loro ceneri con le proprie acque.<ref>Ibid. '''ppp. 379'''.</ref>
 
Negli anni seguenti nessuno dei re che salirono al trono riuscì nell’intento ed i peccati dei sessantamila principi cominciarono a provocare disastri naturali e cataclismi. Alla fine [[Bhagiratha]] ascese al trono e decise che era impossibile governare la situazione fino a che i sessantamila principi non fossero saliti al cielo.
 
Poco sotto la testa dell'elefante è possibile notare una simpatica scena che testimonia l'incredibile ironia dell'autore del bassorilievo. Un gatto, messo nella stessa posizione ascetica di Arjuna (o Bhagiratha), prende in giro le penitenze del protagonista, circondato da alcuni topi che ballano.
 
== Galleria ==
<gallery>
Image:Mahabalipuram pano2.jpg|Vista panoramica del bassorilievo
</gallery>
 
== Voci correlate ==
*[[Mahabalipuram]]
*[[Tempio della spiaggia]]
*[[Mahabharata]]
 
== Note ==
*[http://www.sacred-texts.com/hin/vp/ Vishnu Purana] tradotto da Horace Hayman Wilson, 1840]
*[http://www.sacred-texts.com/hin/m03/index.htm Mahabharata] tradotto da Kisari Mohan Gangul, 1883-1896
 
== Voci correlate ==
*[[Mahabalipuram]]
*[[Tempio della spiaggia]]
*[[Mahabharata]]
 
== Collegamenti esterni ==
*[http://www.columbia.edu/itc/mealac/pritchett/00routesdata/0600_0699/mamallapuram/descent/descent.html Foto e riproduzioni del bassorilievo]
 
{{Patrimoni Unesco|India}}
 
[[Categoria:Patrimoni dell'umanità dell'India]]