Differenze tra le versioni di "Rifasamento"

Si definisce ''rifasamento'' qualsiasi provvedimento adoperato per aumentare (o come si dice comunemente a ''migliorare'') il [[fattore di potenza]] (cos''φ'') di un dato carico, allo scopo di ridurre a pari [[potenza attiva]] assorbita, il valore della corrente che circola nell'impianto. Lo scopo del rifasamento è soprattutto quello di diminuire le perdite d'energia e di ridurre l'assorbimento di [[potenza apparente]] proporzionalmente ai macchinari e alle linee esistenti in un sito industriale. Il rifasamento degli impianti ha acquistato importanza poiché l’ente distributore dell’energia elettrica ha imposto clausole contrattuali attraverso i provvedimenti tariffari del CIP (nº 12/1984 e nº 26/1989) che obbligano l’utente a rifasare il proprio impianto pena il pagamento di una penale.
 
Il rifasamento dell'impianto elettrico industriale correttamente dimensionato rappresenta l'intervento tecnologico a più basso tempo di [[pay-back]]. Generalmente, il rifasamento di un impianto produttivo si ripaga in pochi mesi{{citazione necessaria}}. Nei [[Circuito elettrico|circuiti]] con particolari utilizzatori come le lampade a filamento, gli scaldacqua, certi tipi di forni, la potenza apparente assorbita è tutta potenza attiva. Nei circuiti con utilizzatori che hanno al loro interno avvolgimenti come i motori, le saldatrici, gli alimentatori delle [[Lampada fluorescente|lampade fluorescenti]], i [[Trasformatore|trasformatori]], una parte della potenza apparente assorbita viene impegnata per eccitare i [[Circuito magnetico|circuiti magnetici]] e non è quindi impiegata come [[potenza attiva]] ma come potenza generalmente chiamata [[potenza reattiva]].
 
==Introduzione==
Utente anonimo