Differenze tra le versioni di "Penitenza di Arjuna"

nessun oggetto della modifica
(È)
Un giorno, il Pandava fu attaccato da un grande demone sotto forma di cinghiale. Afferrò il proprio arco e scagliò una freccia. Śiva, che nel frattempo aveva assunto la forma di un cacciatore, scagliò a sua volta una freccia che colpì il bersaglio nello stesso istante di quella di Arjuna. Il cinghiale cadde al suolo senza vita, ma Arjuna si accorse che qualcun altro aveva interferito con quello scontro. Accortosi della presenza del cacciatore, prese così a litigare con lui su chi avesse colpito la preda per primo. La discussione si animò rapidamente e i due ingaggiarono un feroce duello.<ref>Ibid. pp. 86-87.</ref>
 
[[Image:Arjuna dettaglio.JPG|thumb|Arjuna in penitenza, dettaglio]]
Combatterono per lungo tempo ma Arjuna, per quanto si impegnasse, non riusciva a sopraffare l'avversario. Stremato e ferito, meditò su Śiva invocando umilmente il suo aiuto. Quando riaprì gli occhi vide il corpo del cacciatore adornato da fiori e capì che questi non era altri che lo stesso Śiva. Arjuna si prostrò ai suoi piedi, scusandosi per non averlo riconosciuto e per essersi addirittura scagliato in battaglia contro di lui. Śiva gli sorrise rivelandogli il proprio vero intento: assicurarsi che Arjuna fosse qualificato per utilizzare la sua arma più potente. Il Dio così gli promise che, prima dell'inizio della guerra, gli avrebbe consegnato l'arco ed insegnato ad usarlo, quindi scomparve.<ref>Ibid. p. 89.</ref>