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[[File:Galatia Map.png|thumb|La [[Galazia]], regione governata da Deiotaro, fu inclusa nell'[[Impero romano]], diventandone una provincia]]
{{Bio
|Nome = Deiotaro <ref>[http://www.ancientlibrary.com/smith-bio/0960.html William Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1, Boston: Little, Brown and Company, Vol.1 p. 954 n.1]</ref>
|Cognome =
|Sesso = M
Durante la [[guerra civile romana (49 a.C.)]] sostenne Pompeo, e dopo la sconfitta nella [[battaglia di Farsalo]] lo seguì in Asia. Approfittò della clemenza di [[Gaio Giulio Cesare]] e passò dalla sua parte ([[47 a.C.]]) quando [[Farnace II del Ponto]] invase la Piccola Armenia, sconfiggendo l'[[Legio XXII Deiotariana|esercito di Deiotaro]] vicino [[Nicopoli]], e Cesare intervenne in sua difesa. Il generale romano perdonò il re gàlata e gli concesse di rivestire la porpora: Deiotaro e il suo esercito combatterono e sconfissero Farnace assieme a Cesare nella [[battaglia di Zela (47 a.C.)|battaglia di Zela]].
 
Alcuni principi gàlati si lamentarono con Cesare di Deiotaro, il quale fu privato di parte dei suoi domini; venne inoltre accusato di aver progettato un attentato contro Cesare. Inviato a Roma per il processo, venne difeso da [[Marco Tullio Cicerone]], il quale aveva conosciuto e imparato a stimare Deiotaro quando era stato governatore della provincia di [[Cilicia]]: l'orazione ''Pro rege Deiotaro'' ("A favore del re Deiotaro", [[45 a.C.]]) fece si che il signore gàlata non venisse condannato.
 
Dopo la morte di Cesare, [[Marco Antonio]] riconobbe a Deiotaro, dietro pagamento, il dominio su tutto il territorio sottrattogli. Nella guerra successiva, Deiotaro si schierò con i congiurati, ma dopo la sconfitta nella [[battaglia di Filippi]] passò dalla parte dei [[secondo triumvirato]]. Rimase in possesso del proprio regno ancora a lungo, morendo anziano nel [[41 a.C.]]
 
[[Diofane di Nicea]] dedicò il proprio manuale di agricoltura a Deiotaro.
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