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{{S|film drammatici}}
{{Film
|titoloitaliano = Elettra
|titoloalfabetico= Elettra
|titolooriginale = Elektra
|immagine = 1869 Frederic Leighton - Electra at the Tomb of Agamemnon.jpg
|didascalia = [[Elettra (mitologia)|Elettra]] piange sulla tomba di [[Agamennone]]
|paese = [[Grecia]]
|paese2 = [[USA]]
}}
 
'''''Elettra ''''' è un [[film]] del [[1962]] diretto da [[Michael Cacoyannis]]. Fu nominato all'[[Oscar al miglior film straniero]]. Fu il secondo, interpretato da [[Irene Papas]], incentrato sui personaggi delle tragedie greche. Infatti il primo era ''[[Antigone (film)|Antigone]]'' del [[1961]].
 
==Trama==
[[categoria:film drammatici|Elettra ]]
[[File:Electra Receiving the Ashes.jpg|thumb|left|240px|Elettra e Oreste]]
Quando [[Agamennone]] torna da [[Troia]] viene ucciso a tradimento dalla moglie [[Clitemnestra]]. [[Elettra (mitologia)|Elettra]] non perdona mai ciò alla madre che, assieme al cugino [[Egisto]] ed ora suo amante ufficiale, governi senza rispetto la città di [[Micene]], pensando solo ai propri comodi. L'arrivo fortunato del fratello [[Oreste (mitologia)|Oreste]], venuto per rendere omaggio alla tomba del padre, cambia vorticosamente la situazione. Infatti ora Elettra ha un appiglio a cui aggrapparsi, avendo sempre vissuto con un figlio in campagna dimenticata da tutti, e assieme al fratello e all'amico [[Pilade]] uccidono prima Egisto e poi Clitemnestra che invano supplica il figlio di fermarsi. Di conseguenza Elettra sposerà Pilade, dopo la fuga di Oreste, perseguitato dalle mostruose [[Erinni]].
 
==Il mito originale e la tragedia==
[[File:1784 Tischbein Trauernde Elektra anagoria.JPG|thumb|left|250px|Elettra e il vaso datole da Oreste]]
Elettra è un personaggio molto particolare e complesso perché, come molti altri della [[mitologia greca]] ha un conflitto dentro di lei che la spinge a commettere azioni incoscienti e volontarie di assoluta scelleratezza. Altri esempi possono essere [[Antigone (figlia di Edipo)|Antigone]], la figlia di [[Edipo (mitologia)|Edipo]] che disobbedì allo zio [[Creonte]] seppellendo il corpo del fratello [[Polinice]], traditore della patria; oppure ancora [[Medea (mitologia)|Medea]] che, essendo ingannata dal greco [[Giasone (mitologia)|Giasone]], si vendica in maniera spietata uccidendo la nuova moglie [[Glauce]] e i due piccoli figli. L'elemento chiave di questi personaggi delle tragedie, tratte dai miti, è il debole spazio che separa il razionale dall'irrazionale, dove la protagonista resta invischiata per colpa dell'uomo o per volere divino, costretta a combattere in una maniera violenta e atroce.
 
Prima di partire per la guerra a [[Troia]] il re [[Agamennone]] compì un gesto orrendo, uccidendo la figlia [[Ifigenia (mitologia)|Ifigenia]]. Infatti egli, avendo offeso la dea [[Artemide]], fece in modo che gli Dei rendessero il mare innavigabile, ritardando di molto la partenza. L'indovino [[Calcante]], proveniente da [[Troia]] ma alleatosi con la [[Grecia]], presagì la morte di Ifigenia: solo con il suo sacrificio gli Dei si sarebbero calmati. Agamennone non fece sapere nulla alla moglie né alla figlia. Anzi convocò [[Ulisse]] e [[Diomede]] affinché prelevassero Ifigenia con la scusa di doverla portare in una città vicina per farla sposare con [[Achille]]. Ifigenia si vestì a nozze, ma immediatamente non appena vide il sacerdote si accorse del tragico destino che la aspettava. Clitemnestra non perdonò mai ciò al marito quando il coltello aprì la gola alla figlia per placare Artemide. Così la regina di [[Micene]] cova per dieci anni una lunga e desiderata vendetta, incoraggiata dal cugino [[Egisto]], per far pagare al marito una volta per tutte tutti i soprusi che le ha fatto, comandando sempre lui e ritenendo le donne inferiori. Al ritorno del guerriero da Troia Clitemnestra lo aspetta impassibile davanti al palazzo reale e lo invita ad entrare, sebbene Agamennone avverta qualche pericolo. Nella camera nuziale Egisto e la regina assassinano il re e la sua concubina troiana [[Cassandra (mitologia)|Cassandra]], profetessa di [[Priamo]], con molte pugnalate in gola e in corpo. Elettra verrà tenuta sempre fuori da qualsiasi intervento in famiglia e nella società, divenuta ormai quasi un fantasma, un elemento inutile che nessuno più ricorda. E così dentro di sé cova una vendetta sempre più spietata, dato che la madre rifiuta di comprendere le sue ragioni. Mentre Elettra sostiene che la colpa della morte di Ifigenia era fortemente legata alla volontà divina, Clitemnestra le rinfaccia tutte le atrocità e prepotenze compiute da Agamennone, fino a quest'ultima. Con l'arrivo in patria di [[Oreste (mitologia)|Oreste]], secondo la mitologia dopo una manciata di anni dall'uccisione di Agamennone, Elettra può avere ancora un barlume di speranza nel suo animo e perpetrare la vendetta assieme a lui. Giunta di notte fuori dalla città a piangere sulla tomba rude del padre, senza farsi scoprire, Elettra incontra un giovane di bell'aspetto che porge una ciocca dei suoi capelli sul marmo. Elettra riconosce in lui suo fratello, anche vedendo l'orma del piede.
[[File:Pylades orestes.jpg|thumb|left|250px|Pilade e Oreste assassino]]
I due si abbracciano commossi e alla fine Oreste progetta di uccidere Egisto e Clitemnestra nella casa del padre. Nella tragedia di [[Eschilo]] Oreste appare molto convinto di quel che fa, dichiarando che la vendetta doveva essere per forza portata termine perché voluta da [[Apollo]], mentre Elettra appariva molto smarrita e spaventata. Nella tragedia di [[Sofocle]] invece era Elettra stessa a desiderare con tutte le sue forze l'assassinio dei genitori. Nell'opera di [[Euripide]] cambia addirittura il luogo dell'uccisione, ossia in una casa semplice di campagna, dove Elettra era stata esiliata da Clitemnestra affinché non creasse problemi al popolo di [[Micene]], istigandolo alla violenza. Sebbene i due genitori accolgano benevolmente Oreste in casa, questi uccide con ferocia entrambi, assime a [[Pilade]]. Nelle tragedie di Sofocle ed Eschilo [[Clitemnestra]] tentava un'ultima salvezza cercando di parlare con il figlio, spingendolo alla pietà e alla ragione mostrandogli addirittura il seno che lo aveva allattato per anni. Oreste, sebbene esitante, viene spinto dall'amico a compiere il gesto e così la regina muore. Di conseguenza, come nelle ''[[Eumenidi (Eschilo)|Eumenidi]]'' di [[Eschilo]] e nell'''[[Ifigenmia in Tauride (Euripide)|Ifigenia in Tauride]]'' di [[Euripide]], Oreste viene perseguitato dalla dee [[Erinni]], mostri che facevano impazzire gli assassini dei propri genitori, e giunge presso [[Delfi]] per essere giudicato dagli Dei. Verrà assolto con l'intervento di [[Atena]]. Invece nell'opera di Euripide Oreste, assieme a [[Pilade]] e ad [[Ifigenia (mitologia)|Ifigenia]], ancora viva, giunge a [[Tauri]]. Lì Ifigenia era stata condotta da [[Artemide]] che aveva avuto pietà di lei un attimo prima della sua morte, salvandola con una cerva alata. Però quando Oreste cerca di depredare il sacrario di [[Atena]], come gli era stato ordinato da un responso, verrà catturato e condannato a morte. Solo l'astuzia di Ifigenia, sacerdotessa venerata dal popolo locale, riuscirà a liberarli. Tornati in [[Grecia]], Elettra sposerà [[Pilade]].
 
{{S|[[categoria:film drammatici}}|Elettra]]
 
[[de:Elektra (1962)]]
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