Differenze tra le versioni di "Abu al-Hasan 'Ali al-Mas'udi"

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Abū al-Ḥasan ʿAlī al-Masʿūdī ({{Arabo| ﺍﺑﻮ ﺍﻟﺤﺴﻦ ﻋﻠﻲ المسعودي }}) è stato il più celebre enciclopedista del [[X secolo]], il secolo cioè che viene giudicato l'apogeo raggiunto dalla cultura [[Arabi|arabo]]-[[islam]]ica nel suo sviluppo.
 
I suoi ''Murūj al-dhahab'', tradotto con una certa approssimazione ''[[Le praterie d'oro]]'',<ref>In realtà "Il [[crivello]] dell'oro".</ref> resteranno fino a metà del [[XV secolo]] il manuale di riferimento di geografi e storici di [[lingua araba]] e di [[lingua persiana]].
 
Al-Mas'ūdī - che pretendeva di discendere da [[Abd Allah ibn Mas'ud|ʿAbd Allāh b. Masʿūd]], uno dei più importanti [[Compagno (Islam)|Compagni]] del [[profeta]] [[Maometto]] - effettuò numerosi viaggi attraverso il vastissimo impero islamico e al di fuori di esso: da [[al-Andalus]] alla [[Russia]], dall'[[India]] alla [[Cina]]. È definito dagli storici ''l'[[Erodoto]] arabo'' per la sua capacità di analisi, di riflessione e di spirito critico, anche se non sempre esente da partigianeria e da carenze informative.
''Le praterie d'oro'' - di cui ci sono giunti vari manoscritti - sono state tradotte in francese da [[Charles Adrien Casimir Barbier de Meynard|Barbier de Meynard]] e da Pavet de Courteille fra gli anni [[1865]] e [[1885]] e negli [[Anni 1970|anni settanta]] sono stati rivisti dal grande [[arabismo|arabista]] [[Charles Pellat]].<br/>
Scrisse anche un ''al-Tanbīh wa l-ashrāf'', ossia "L'osservazione e le cose celebri" ({{Arabo|التنبیه والاشراف}}), che costituiva un quinto circa dei ''Murūj''. Esso fu terminato poco prima della sua morte.
 
==Note==
<references/>
 
==Bibliografia==
124 649

contributi