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==== L'universale nostra ''produzione'' o realtà ontologica? ====
Quindi appartiene all'attività dell'[[intelletto]] la capacità ''logica'' di cogliere l'universale che a questo punto sarebbe solo una realizzazione logica. Ma, e qui risalta l'ambiguità del pensiero aristotelico, se noi possiamo elaborare, ''produrre'' l'universale questo è possibile perché tutti i concetti, gli universali che noi ricaviamo dall'esperienza sensibile, nella quale questi sono contenuti in potenza, sono già presenti ''ab aeterno'', da sempre, e in atto nella mente di Dio. <ref>Aristotele, ''De anima'', 430 a 10-25.</ref>
 
Quella forma geometrica del triangolo che io ricavo dagli oggetti triangolari con un passaggio dalla conoscenza potenziale a conoscenza in atto, è già in atto, è una verità realizzata già nella mente di Dio.<ref>Questo risponde alla regola generale aristotelica per cui ogni passaggio dalla potenza (dall'uovo) all'atto (alla gallina) presuppone un essere già in atto (la gallina che fa le uova).</ref> Allora l'universale è una nostra produzione intellettuale o una realtà nella mente di Dio?
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