Differenze tra le versioni di "Commentari (Ghiberti)"

 
Nel secondo libro continua la trattazione storica, parla della cosiddetta media età, in cui inserisce le biografie artistiche (le prime di questa specie), fatte su base stilistica e non su base aneddotica, partendo da Giotto parla dei maggiori artisti trecenteschi e quattrocenteschi in maggior numero fiorentini e toscani, ma cita anche artisti romani e napoletani e lo scultore tedesco [[Gusmin]], suo contemporaneo; segue la prima autobiografia artistica della storia, in cui ripercorre il suo operato artistico; alla fine del libro annuncia la realizzazione di un trattato sull'architettura<ref name=B23/>.
Il terzo libro è un tentativo di determinare le basi teoriche dell'arte, il suo interesse si concentra soprattutto sull'[[ottica]]. Sono nozioni scolastiche antiche o medievali tratte da un celebre manuale arabo: L’ottical’Ottica di [[Alhazen]] accanto a [[Tolomeo]] e aggli scritti sulla prospettiva di [[Ruggero Bacone]]. piùPiù avanti parla dell'antichità, soffermandosi a parlare dei resti di [[Firenze]], [[Siena]] e [[Roma]], la fine è composta da un teoria delle proporzioni, criticando [[Vitruvio]], cita il codice di [[Marco Terenzio Varrone|Varrone]], e per la prima volta viene mostrato il metodo di costruire la figura umana su un reticolato; il libro si interrompe bruscamente<ref name=B23/>.
 
==Artisti trattati nella seconda sezione==
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