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Dopo aver lavorato all<nowiki>'</nowiki>''[[L'Unità|Unità]]'' a Milano, tornò a Torino come corrispondente dello stesso giornale e come segretario del partito per [[Piemonte]] e [[Liguria]]. Per sfuggire all'ennesimo arresto, nel [[1926]] riparò in [[Francia]]. Quando fu espulso dal paese transalpino si recò a [[Bruxelles]], dove rimase brevemente prima di far ritorno a [[Parigi]] nel febbraio del [[1929]].
 
Dopo il [[IV Congresso del PCd'I]], tenutosi clandestinamente a [[Colonia]] nel [[1931]], fu eletto nel [[comitato centrale]], e nei due anni successivi fu spesso in Italia per tentare di riorganizzare il partito. Tra il [[1933]] e il [[1935]] visse a Mosca in qualità di rappresentante italiano presso l'[[Internazionale comunista]]. Nel [[1936]] fu di nuovo a Parigi, mentre nel [[1937]] e nel [[1938]] svolse incarichi politici in [[Spagna]] a sostegno dei [[Seconda repubblica spagnola|repubblicani]] durante la [[Guerra civile spagnola|guerra civile]]. Rientrato a Parigi diresse il giornale ''La Voce degli Italiani'', che venne tuttavia soppresso nel [[1939]], quando vennero arrestati molti comunisti italiani emigrati in Francia. Montagnana fu recluso nei [[campo di concentramento|campi di concentramento]] di [[Vernet d’Arièged'Ariège]] e [[Les Milles]]. Liberato nel [[1941]], riparò a [[Città del Messico]], da cui riuscì a rientrare in Italia solo nel gennaio [[1946]].
 
Durante la permanenza in [[Messico]] scrisse il libro [[autobiografia|autobiografico]] ''Ricordi di un operaio torinese'', pubblicato nel [[1949]]. Nel 1946 fece parte della [[Consulta Nazionale]] e fu eletto nell'[[Assemblea Costituente]]. Successivamente fu eletto alla [[Camera dei deputati]] nel [[Elezioni politiche italiane del 1948|1948]] e nel [[Elezioni politiche italiane del 1953|1953]] e al [[Senato della Repubblica|Senato]] nel [[Elezioni politiche italiane del 1958|1958]].