Voto (religione): differenze tra le versioni

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===Negli Istituti di Vita consacrata===
Gli appartenenti agli ''Istituti di Vita consacrata'' emettono il voto di professare in forma speciale i [[consigli evangelici]] di castità, povertà e obbedienza. Agli Istituti di vita consacrata appartengono i ''religiosi'', che alla professione dei voti religiosi affiancano la scelta della vita comune, e i membri degli ''[[Istituto secolare|Istituti secolari]]'' che emettono i voti ma non fanno vita comunitaria (almeno, non necessariamente). Specularmente, i membri delle ''Società di vita apostolica'' (come, ad esempio, i [[Confederazione dell'Oratorio di San Filippo Neri|Preti dell'Oratorio]] o i [[Congregazione della Missione|Lazzaristi]]) fanno vita comunitaria ma non emettono voti religiosi.
 
Negli istituti di fondazione più antica (detti [[Ordine religioso|Ordini religiosi]]) i voti vengono emessi ''[[professione solenne|in forma solenne]]''. Negli istituti di fondazione più recente (detti [[Congregazione religiosa|Congregazioni religiose]]) i voti vengono emessi ''in forma semplice''. Di fatto però questa distinzione tra voti ''solenni'' e ''semplici'' è oggi solamente tradizionale e formale. In passato il voto solenne aveva anche una ricaduta civile e "pubblica", che il voto emesso in forma semplice non aveva (ad esempio: se un frate francescano, che aveva emesso i voti in forma solenne, avesse contratto matrimonio oppure avesse comprato un bene, il suo atto non sarebbe stato solo illecito davanti alla Chiesa, ma anche nullo di fronte allo "Stato"; diversamente, il membro di una congregazione religiosa, che aveva emesso i voti semplici, compiendo questi atti giuridici avrebbe comunque compiuto degli atti civilmente validi). Oggi, in seguito alla quasi unanime accettazione del principio di separazione tra Stato e Chiesa, la differenza tra voti semplici e solenni è unicamente storica, tranne che per il fatto che con il voto solenne di povertà il religioso rinuncia non solo all'uso dei propri beni, ma anche al possesso.
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