Differenze tra le versioni di "Il ragazzo selvaggio"

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|immagine = Il ragazzo selvaggio.png
|didascalia = Truffaut in una scena del film
|paese = [[Francia]]
|annouscita = [[1970]]
|durata = 83 min
|tipocolore = B/N
|tipoaudio = sonoro
|genere = drammatico
|regista = [[François Truffaut]]
|soggetto = da [[Jean Itard]], ''[[Memoire et rapport sur Victor de l'Aveyron]]''
|sceneggiatura = [[François Truffaut]] e [[Jean Gruault]]
|attori =
* [[Jean-Pierre Cargol]]: Victor
* [[Françoise Seigner]]: Madame Guérin
* [[Jean Dasté]]: Professor Philippe Pinel
|fotografia = [[Néstor Almendros]]
|montaggio = [[Agnès Guillemot]]
|effetti speciali =
|musica = [[Antonio Vivaldi]]
|scenografia = [[Jean Mandaroux]]
|premi =
* [[National Board of Review Awards 1970]]: [[National Board of Review Award al miglior film straniero|miglior film straniero]], [[National Board of Review Award al miglior regista|miglior regista]]
'''''Il ragazzo selvaggio''''' (''L'enfant sauvage'') è un [[film]] del [[1970]] diretto e interpretato da [[François Truffaut]].
 
Il film, che segna la prima di una serie di collaborazioni tra Truffaut e il grande direttore della fotografia cubano [[Néstor Almendros]], fu girato dal luglio al settembre [[1969]] in [[Auvergne]] e a [[Parigi]], e fu proiettato in pubblico la prima volta il [[26 febbraio]] [[1970]]. Il film è realisticamente ispirato a una storia accaduta e raccontata da Jean Itard, che ebbe un forte impatto nella nascita della cosiddetta "pedagogia speciale".
 
== Trama ==
Nel 1800, nel dipartimento francese dell’Aveyron, dei cacciatori trovano e catturano in una foresta un bambino. Questi, nudo e dall’aspetto sudicio, viene accolto in un piccolo villaggio destando l’interesse e la curiosità degli abitanti. La sua condotta si rivela ben presto incompatibile con il vivere del paese: egli graffia e morde chi gli si avvicina, non comunica se non con ringhi e ruggiti. Il caso accende e delude la curiosità di Parigi, che richiede il ragazzo nell’Istituto dei Sordomuti, sotto l’osservazione di psichiatri e psicologi. Il medico Itard, rifiutando la tesi dei colleghi che reputano il bambino un ritardato mentale irrecuperabile, decide di approfondire lo studio tentando un’educazione. Il bambino viene così condotto a casa del medico che inizierà a prendersene cura cercando un possibile reinserimento del selvaggio nella vita sociale. Così, insieme alla governante Madame Guérin, ogni azione diviene motivo di apprendimento, con le rispettive ricompense e punizioni. Pochi i progressi del ragazzo: la parola “lait” (latte) la pronunciava soltanto nel momento in cui, dopo richieste attraverso urla e crisi convulse, aveva ottenuto ciò che voleva (il latte), senza stabilire per questo una effettiva comunicazione. È proprio durante una prova di apprendimento dei suoni delle vocali che il bambino viene chiamato Victor, per il suo strano modo di girarsi nel momento in cui sentiva “oh”. I progressi di Victor si riassumono nella comprensione di piccole domande abbinate a dei compiti come “portami dell’acqua”. È forte il timore, da parte del medico, di una possibile fuga del ragazzo, dal momento in cui si legge in lui un’irrefrenabile voglia di libertà; la Luna lo rasserena quando è alta in cielo, e niente gli dà più sollievo che bere dell’acqua osservando pacificamente la foresta innanzi a lui.
 
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