Differenze tra le versioni di "Assedio di Costantinopoli (1203)"

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[[Immagine:Alexius4.jpg|300px|thumb|right|Ritratto di [[Alessio IV Angelo]].]]
Finalmente ilIl [[24 giugno]] Costantinopoli venne avvistata. DopoLa averflotta tentatocrociata invanosi didiresse occupareverso [[Calcedonia]]il eCorno [[Crisopoli]]d'Oro ima crociativenne sbarcaronosospinta averso [[GalataCalcedonia]],. riuscironoI abizantini farrisposero saltarelanciando lavari catenaproiettili difensivadalle delmura [[Cornodella d'Oro]]città edcontro entraronole nelnavi portonemiche, disenza Costantinopoliperò arrecare danni.
 
Il 25 giugno i veneziani raggiunsero [[Crisopoli]] via mare, mentre il resto dell'esercito crociato, una volta sbarcato, procedette sulla terraferma. Un gruppo di alcune decine di cavalieri crociati, distaccatosi dal grosso dell'esercito per esplorare l'area, fu presto assalito da un contingente di cavalleria imperiale ma i primi riportarono la vittoria.
Alessio aveva fatto capire ai crociati e ai Veneziani che sarebbero stati accolti con gioia dalla popolazione, invece trovarono le porte sbarrate e le mura folte di difensori. Il [[17 luglio]], dopo alcuni giorni di aspra battaglia, i Veneziani riuscirono ad aprire una breccia nelle mura e ad entrare nella città.
 
Il 26 giugno Alessio III inviò un ambasciatore all'accampamento crociato offrendo accoglienza e vertendo sulla comune religione ma nello stesso tempo avvertendoli del pericolo rappresentato dal muovere guerra all'imperatore nella capitale dell'impero, mai espugnata sino ad allora. I crociati congedarono l'ambasciatore ribadendo che Alessio III non era degno del suo trono e che invece bene avrebbe fatto a caderlo ad Alessio, figlio di Isacco II Angelo.
 
Il 27 giugno alcune galee salparono e sfilarono davanti alle mura di Costantinopoli mostrando al popolo il pretendente al trono Alessio, che però non era loro noto e non venne riconosciuto.
 
I crociati allora si apprestarono a schierare l'esercito al fine di conquistare la città. L'avanguardia fu affidata a Baldovino di Fiandra che nel suo nutrito e ben armato seguito aveva un gran numero di arcieri e balestrieri, il secondo corpo al fratello Enrico, il terzo ad Ugo di Saint-Pol e Pietro d'Amiens, il quarto a Luigi di Blois, il quinto a Matteo di Montmorency e Goffredo di Villehardouin, il sesto ai borgognoni e la retroguardia a Bonifacio di Monferrato insieme ad un contingente di tedeschi e provenzali. L'esercito imperiale era invece schierato sulla riva opposta del Bosforo.
 
Il 5 luglio i crociati si imbarcarono sulle navi. La flotta era aperta dalle galee e dietro di esse gli uscieri. Attraversato lo stretto tratto di mare che separava [[Crisopoli]] da [[Galata]] i crociati sbarcarono sulla riva opposta dove era schierato l'esercito imperiale che dapprima sembrò voler rintuzzare l'attacco crociato ma subito dopo si ritirò, mentre gli uscieri facevano sbarcare la cavalleria. I crociati si impossessarono di Estanor, il quartiere ebraico, poi con un attacco congiunto per terra e per mare posero assedio alla torre di Galata.
 
Il 7 luglio la guarnigione della torre di Galata, rinforzata da un contingente di uomini giunto nottetempo da Costantinopoli su barche, lanciò una sortita contro l'accampamento crociato. Dapprima la sortita fu contenuta da Giovanni di Avesnes, che rimase ferito da un colpo di lancia alla testa nello scontro, poi i bizantini furono respinti ed inseguiti nella torre da Pietro di Bracieux, che infine la espugnò facilmente non essendo i difensori riusciti a barricarsi in tempo. Presto fu forzata anche la possente catena che chiudeva il porto della città.
 
Il 12 luglio i veneziani salparono con le loro navi e si diressero verso la sponda settentrionale del Bosforo mentre il resto dell'esercito crociato, procedendo sulla terraferma, venne ostacolato dalla distruzione del ponte di Pietra Forata, distrutto dagli stessi greci durante la ritirata. Il 13 luglio l'esercito crociato, riparato in tutta fretta il ponte, si posizionò su una bassa collina presso il monastero dei Santi Cosma e Damiano, di fronte al palazzo delle Blacherne.
 
Alessio aveva fatto capire ai crociati e ai Veneziani che sarebbero stati accolti con gioia dalla popolazione, invece trovarono le porte sbarrate e le mura folte di difensori. Il [[17 luglio]], dopo alcuni giorni di aspra battaglia, i Venezianiveneziani riuscirono ad aprire una breccia nelle mura e ad entrare nella città.
 
Alessio III, vista la mal parata, aveva arraffato quanto poteva del tesoro imperiale e si era dato alla fuga portando con sé la figlia. Isacco II venne liberato dal carcere e si dichiarò pronto a confermare le promesse fatte ai crociati dal figlio che nominò correggente il [[1º agosto]] [[1203]], con appropriata cerimonia nella chiesa di [[Hagia Sophia|Santa Sofia]] ed alla presenza di tutti i baroni della crociata.
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