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'''Roccavivara''' è un comune di 985 abitanti della [[provincia di Campobasso]].
 
== Storia ==
La parte bassa dell'agro di Roccavivara offre ampie testimonianze della presenza di centri abitati all'epoca di Roma repubblicana ed imperiale. Notizie storiche ci dicono che nel 1268 era feudatario di Roccavivara Gualtiero di Vollers; a costui seguì Bertrando Cantelmo, la cui discendenza tenne il dominio fino al 1442. Successivamente il potere passò ai Sangro, ai Carafa e ai Coppola fino all'abolizione della feudalità. In localita San Fabiano è stato rinvenuto un sito molto interessante: una villa romana sicuramente costruita su un pianterreno sostenuto da una costruzione megalitica.
 
Di pregevole valore storico-artistico è la Chiesa di Santa Maria in Canneto, costruita nella omonima contrada, così denominata a causa della sua vicinanza al fiume [[Trigno]] e quindi ricca di canneti. La chiesa venne costruita su un luogo di culto già esistente, e, sebbene non sia chiara la data della sua costruzione, la prima notizia dell'edificio è databile intorno al [[706]], come testimoniato da un documento nel quale il duca [[Gisulfo I di Benevento]] fa dono della chiesa ai monaci [[benedettini]] di [[San Vincenzo al Volturno]].
Nella facciata a torre e nella torre campanaria della chiesa si individuano frammenti di reimpiego riconducibili all'VIII e IX secolo, sicuramente appartenenti alla prima costruzione, di cui non rimane alcuna struttura.
L'interno della chiesa è a tre navate con copertura a capriate e colonne romane, provenienti da qualche costruzione non lontana, sormontate da capitelli romanici. Offre un consistente numero di sculture che ornano la lunetta del portale e i capitelli. Notevole e anche raro per l'apparato iconografico, è l'ambone duecentesco [[1223]]. In una galleria di sei archetti ciechi presenta sei statuette raffiguranti monaci benedettini in vari atteggiamenti.
 
== Tradizioni ==
Particolare cura viene messa nella preparazione e nello svolgimento della ''festa di San Giuseppe'' che ricorre due volte l'anno. Le famiglie che conservano le tradizioni tramandate dagli avi, invitano a pranzo, a base di baccalà e cereali il [[19 marzo]] e a base di carne il [[primo maggio]], tre persone rappresentanti la [[Sacra Famiglia]]. La festa è preceduta dalla ''Benedizione del Pane'' che verrà consumato dalle famiglie.
Il [[5 agosto]], festa del patrono [[Sant'Emidio]], si svolgono ''Le Traglie'', una sfilata di carri trascinati da buoi e altri animali ornati con grano, che il popolo dona al santo.
Un'altra tradizione è quella del ''Gallo di San Rocco''. Un gallo veniva collocato in un tombino da cui fuoriusciva solo la testa; al cospetto degli astanti, una persona bendata tentava di ammazzare l'animale vibrando un deciso colpo di verga. Da qualche anno la manifestazione si svolge utilizzando un gallo finto di gesso dopo ripetute proteste degli animalisti.
Un'altra iniziativa rilevante perseguita da molte famiglie e ripresa dalla locale [[pro-loco]] è quella denominata ''Le Sagne de la Madonna''. La cerimonia prevede da parte dei devoti di inviare sette ragazze e un'anziana signora in località ''Santa Maria di Canneto''. Il gruppo rappresenta al cospetto della [[Santa Vergine]] i desideri e le intenzioni della famiglia. Al ritorno in paese viene fatto trovare loro un piatto tipico detto ''Le Sagn' de la Madonne'', pasta fatta in casa condita con sugo o aceto e spezie varie. Il pasto viene poi distribuito agli altri rocchesi.
{{ComuniAmminPrecTitolo}}
{{ComuniAmminPrec
|[[5 aprile]] [[2005]]
|[[30 marzo]] [[2010]]
|Franco Antenucci
|[[Lista Civica]]
2 748 396

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