Differenze tra le versioni di "Temperamento (psicologia)"

Lo studio del temperamento nell’ambito della [[psichiatria]] è stato condotto nell’ambito di ricerche sulla [[eziologia]] dei [[disturbo di personalità|disturbi di personalità]]. In pratica, le ricerche erano per cercare di capire se ci sono fattori [[genetica|genetici]] ereditari all’origine dei disturbi. Queste ricerche, se non hanno dato risultati chiari in tal senso, hanno portato alla definizione di ulteriori aspetti della personalità che sono stati “misurati” e considerati parte del temperamento. Una ricerca di Cloninger ([[1993]]) indica gli aspetti: “ricerca del nuovo”, “evitamento del dolore”, “dipendenza dalla gratificazione”. Gli autori hanno posto in collegamento aspetti del temperamento con la maggiore o minore frequenza di certi tipi di patologia.
 
Studi condotti su gemelli separati, però, fanno pensare che non esiste una correlazione fra il temperamento e disturbi ''specifici''. Esiste una correlazione solo generica nell’occorrenza di disturbi tra consanguinei di persone affette da patologia mentale, ma non c’è un collegamento con specifiche patologie. L’unico disturbo di [[Asse II]] con una qualche incidenza familiare sembra essere il [[disturbo schizotipico di personalità]] (Torgersen [[1985]], [[1994]]). Kernberg ([[1996]]) conclude che «i fattori temperamentali genetici determinano solo le caratteristiche di temperamento delle personalità normali», secondo questa opinione autorevole perciò i quadri sintomatici - cioè i diversi tipi di [[disturbo mentale|disturbi mentali]] - in linea di massima non dipendono dal temperamento dell’individuo cioè sarebbero in qualche modo acquisiti nelle esperienze di vita.
 
 
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