Differenze tra le versioni di "Battaglia di Zorndorf"

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La battaglia venne descritta da alcuni contemporanei come uno degli scontri più sanguinosi del [[XVIII secolo]], le perdite russe raggiunsero circa il 50% delle forze impegnate con 18.000 morti e feriti e circa 2.000 prigionieri; anche i prussiani uscirono fortemente indeboliti dai combattimenti dove subirono il 30% di perdite con 11.000 morti e feriti e 2.000 dispersi e prigionieri<ref>L.Canali, ''Federico II di Prussia'', p. 275.</ref>. Fu in questa occasione che il sovrano prussiano ammise le qualità di combattenti dei suoi avversari pronunciando la crudele frase {{quote|''I Russi è più facile ucciderli che sconfiggerli.}}
 
Dal punto di vista strategico la battaglia fu un parziale successo per Federico che riuscì, pur senza distruggere completamente il nemico come progettato, ad arrestarne l'avanzata e costringerlo ad una lenta ritirata. Il generale Fermor infatti decise, nonostante l'indebolimento prussiano dopo la partenza di Federico e del grosso del suo esercito verso la Sassonia, di continuare a ritirarsi di fronte alle deboli forze rimaste al comando del generale zu Dohna. Dopo la fine dell'[[assedio di [[Kolberg]] in ottobre, i russi rientrarono definitivamente in Polonia l'[[8 novembre]] 1758, dove stabilirono i loro quartieri invernali. Alla fine della campgna del 1758 l'esercito della zarina manteneva solo il possesso della Prussia orientale anche se i soldati russi avevano dato prova di grande resistenza e coraggio<ref>L.Canali, ''Federico II di Prussia'', p. 276.</ref>. Federico, dopo la sanguinosa battaglia di Zorndorf, fu impegnato in Sassonia e in [[Slesia]] per affrontare l'esercito austriaco del feldmaresciallo von Daun; il re subì un grave insuccesso alla [[battaglia di Hochkirch]] il [[14 ottobre]] ma grazie agli errori e alle incertezze dei suoi avversari, alla sua abilità e alla disciplina dei suoi soldati mantenne il possesso delle due regioni dove si acquartierarono per l'inverno le truppe prussiane. Federico raggiunse [[Dresda]] il [[20 novembre]]<ref>L.Canali, ''Federico II di Prussia'', pp. 276-286.</ref>.
 
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