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Annullata la modifica 59836103 di 93.34.188.218 (discussione) RIPETIZIONE
Il [[dolore]] è molto forte, un bruciore profondo che si irradia dalla ferita lungo tutto l'arto, raramente arrivando fino all'[[inguine]] o all'[[ascella]] (a seconda dell'arto colpito), raggiungendo il suo massimo dopo 30-45 minuti dalla puntura, perdurando a volte per 24 ore, con strascichi di formicolii e insensibilità. </br>
Nonostante il forte dolore (si dice che i pescatori che si pungevano in antichità venissero legati per evitare che si uccidessero buttandosi a mare) il veleno non è pericoloso per l'uomo e tutto si risolve in fretta. Piuttosto spesso però per lo shock doloroso l'organismo reagisce con [[nausea]], [[vomito]], tremori, [[Lipotimia|svenimenti]] e giramenti di testa. Sono necessarie profilassi antidolorifica e antitetanica. </br>
Per un primo soccorso è utile immergere la zona colpita in acqua molto calda (anche salata) per due ore o almeno un'ora, o anche 30 minuti sotto la sabbia riscaldata dal sole, poiché il [[veleno]] è [[termolabile]] a 42° gradi perciò basterebbe mettere, se colpiti a piede o alla gamba, immergerlo in una vaschetta di acqua molto calda in modo da aumentare la temperatura di chi è stato punto. L'attesa potrebbe richiedere dai 25 min. a un'ora, a seconda del punto in cui si trova la ferita.
Premere per qualche istante sulla ferita per favorire l'uscita di sangue e ridurre il rischio di infezione.