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Il suo nome è legato alla paternità della cosiddetta "[[legge Reale]]"<ref name="Treccani"/> in materia di riforma del processo penale, che ebbe anche pesanti riflessi in materia di [[ordine pubblico]], consentendo la detenzione in attesa di processo di un imputato per un numero di anni che poteva giungere fin quasi a 10. Nel [[1978]] la legge fu oggetto di un [[Referendum abrogativi del 1978 in Italia|referendum abrogativo]]: oltre i tre quarti dei votanti si espressero a favore del mantenimento della legge.
 
Alla Camera è stato capogruppo del gruppo misto nella III legislatura dal [[18 giugno]] [[1958]] al [[15 maggio]] [[1963]]
 
Dopo essere stato Presidente della Commissione Giustizia della [[Camera dei deputati]], divenne [[ministro delle Finanze]] nel [[Governo Rumor I|primo governo]] di [[Mariano Rumor]] e nel [[Governo Rumor III|suo terzo Gabinetto]] fu ancora una volta ministro di Grazia e Giustizia, per essere confermato nel [[Governo Colombo|primo governo]] di [[Emilio Colombo]] dell'agosto del [[1970]], rassegnando le sue dimissioni quando il PRI decise di uscire dalla maggioranza parlamentare provocando la caduta del governo.
 
È stato capogruppo del gruppo parlamentare del Partito Repubblicano dal [[12 luglio]] [[1973]] al [[23 novembre]] [[1974]] e dal [[24 febbraio]] 1976 al [[4 luglio]] 1976, nella VI Legislatura.
 
Nel [[1977]] fu nominato [[giudice]] della [[Corte costituzionale della Repubblica Italiana|Corte Costituzionale]]<ref name="Treccani"/>.
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