Differenze tra le versioni di "Juan Ruiz de Apodaca"

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Vietò l'uso degli aquiloni come misura di sicurezza, dato che spesso venivano usati sui tetti. Ricontrollò scrupolosamente i conti pubblici, scoprendo che il predecessore era stato molto accurato. Pagò i debiti pubblici. Ridiede vita ai settori commerciale ed estrattivo, per quanto possibile.
 
Il [[17 aprile]] [[1817]], il caudillo liberale spagnolo [[Francisco Javier Mina]] e 308 volontari giunsero a [[Soto la Marina]] da Londra e New Orleans. Mina portava un manifesto in cui affermava che non lottava contro la Spagna, ma piuttosto contro la tirannia di re [[Ferdinando VII di Spagna|Ferdinando VII]]. Il 24 maggio le sue truppe iniziarono a marciare nell'entroterra per unirsi ai ribelli di [[Pedro Moreno]] presso il [[Fuerte del Sombrero]], a nord-est di [[Guanajuato]]. Il viceré inviò uomini contro Mina ed i suoi alleati, guidati dal maresciallo di campo [[Pascual Liñán]]. Dopo la battaglia, Liñán uccise Marina catturando Mina presso il Rancho del Venadito, nei pressi di [[Silao]] (27 ottobre). Mina fu giustiziato tramite fucilazione (11 novembre). Per questo motivo il viceré ricevette il titolo di ''conte di Venadito''.
 
Di nuovo pensò di aver risolto il problema dell'insurrezione.
Il viceré ricevette ordini di raddoppiare la vigilanza sulla costa. Non solo perché gli inglesi Cochrane e Wilson stavano preparando una spedizione contro la [[Nuova Spagna]], ma anche perché gli insorti messicani di New York e [[Matagorda]] avevano comprato una [[cannoniera]] con la quale minacciavano il commercio costiero del Golfo del Messico. Catturarono una nave commerciale armata sulla rotta di Veracruz, uccidendone il capitano.
 
Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, dopo le guerre napoleoniche, avevano interesse a supportare le ribellione nei territori spagnoli. Lo statunitense William Robinson occupò [[Altamira (Tamaulipas)|Altamira]] e [[Tampico]], sperando di dare nuovo impeto alla rivoluzione. Robinson fu fatto prigioniero a Tampico e spedito a Cadice. Fuggì a Gibilterra con l'aiuto dei britannici. Spagna e Stati Uniti firmarono il [[trattato Adams-Onís]] il [[22 febbraio]] [[1819]]. Questo trattato stabiliva i confini tra Stati Uniti e Nuova Spagna. Gli Stati Uniti ottennero la Florida rinunciando alla proprietà del Texas. La Spagna rinunciò anche all'[[Oregon]].
 
Il precedente viceré, Calleja, aveva costruito un forte nella vecchia industria di tabacco di Città del Messico, chiamato ''La Ciudadela''. Ruiz de Apodaca lo trasformò in magazzino per armi e munizioni, soggetto a piccoli furti. Ordinò al brigadiere [[Francisco Novella Azabal Pérez y Sicardo|Francisco Novella]] di prendere in carico La Ciudadela fermando i ladri. Novella considerava questo incarico indegno per lui, e riuscì ad ottenere il supporto della [[Audiencia]]. Questo incidente rese Novella un nemico di Ruiz de Apodaca, e fu proprio Novella che lo depose e rimpiazzò nel 1821.
==Il progetto di Iturbide==
 
Il [[1º° gennaio]] [[1820]] il colonnello [[Rafael de Riego]] fece scoppiare una rivolta in [[Andalusia]], Spagna, chiedendo che venisse ripristinata la costituzione del 1812. Il despota Ferdinando VII, che l'aveva abolita il [[14 maggio]] [[1814]], aveva paura di rifiutare la richiesta. Lo stesso Ferdinando giurò sulla costituzione il [[9 marzo]] [[1820]] ordinando di ripristinarla in tutti i possedimenti spagnoli.
 
Quando l'ordine giunse in Nuova Spagna, il viceré Ruiz de Apodaca ne rimandò la pubblicazione durante negoziazioni segrete svoltesi nella chiesa di La Profesa. Il [[7 marzo]] [[1821]] i negoziati giunsero alla decisione di dichiarare l'indipendenza della Nuova Spagna, accompagnando la cosa con l'offerta fatta a Ferdinando di instaurare una monarchia assoluta, senza costituzione.
 
Per far funzionare questo progetto era necessario un supporto militare. Per questo motivo il viceré scelse il generale [[Agustín de Iturbide]] per rappresentare la colonia, liberandolo da un'accusa giudiziaria di comportamento scorretto a El Bajío. Il progetto divenne noto col nome di ''Plan de Iturbide''. Ad Iturbide era stato concesso il comando delle truppe del re nel sud della colonia, il [[9 novembre]] [[1820]].
 
Il viceré giurò sulla costituzione del 1812 il [[31 maggio]] [[1820]].
 
==Il progetto di Iguala==
 
Seguendo la propria ambizione, Iturbide tenne una relazione epistolare e poi si incontrò col generale a capo degli insorti che avrebbe dovuto combattere, Vicente Guerrero ([[10 febbraio]] [[1821]]). I due decisero di dichiarare l'indipendenza del Messico. Questo decisione fu comunicata il [[2 marzo]] [[1821]], nella città di [[Iguala]], nell'odierno stato di [[Guerrero]].
 
L'accordo fu noto col nome di ''[[Plan de Iguala]]''. Invitava il viceré Ruiz de Apodaca a diventare la guida del movimento indipendentista. Il viceré rifiutò l'offerta, e dichiarò Iturbide traditore e fuorilegge. Spedì truppe contro di lui, ma le truppe si ribellavano unendosi ad Iturbide. Il tenente colonnello [[Antonio López de Santa Anna]] aderì al Plan de Iguala a [[Japala]], il [[29 maggio]] [[1821]].
 
==Lo spodestamento di Ruiz de Apodaca==
 
I fedeli al re, guidati dal brigadiere Buceli, dichiararono Ruiz de Apodaca inetto e lo deposero il [[5 luglio]] [[1821]]. Ruiz fu mandato in Spagna per affrontare le accuse a suo carico, ma fu assolto e ritornò ai suoi doveri. Fu capitano generale della marina spagnola al tempo della sua morte, avvenuta nel 1835.
 
Il generale Francisco Novella fu viceré ad interim fino all'arrivo del nuovo viceré, [[Juan O'Donojú]], poco tempo dopo. I 300 anni di dominio spagnolo del Messico erano quasi giunti alla fine.
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