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Il ''Decreto tridentino'' indica che le verità dogmatiche e la disciplina morale sono parimenti contenute sia nelle scritture sacre sia nella tradizione non scritta, ricevuta dagli apostoli dalle stesse parole di Gesù, e dagli stessi trasmessa grazie all'opera dello [[Spirito Santo]] di bocca in bocca fino all'epoca presente. Il [[Concilio di Trento|Concilio tridentino]] afferma di rispettare sullo stesso piano le scritture dell'[[Antico Testamento|Antico]] e del [[Nuovo Testamento]] e le tradizioni della fede e della morale, perché dettate a voce da [[Cristo]] o suggerite dallo Spirito Santo, poi conservate per successione dalla Chiesa cattolica. Inoltre afferma che le scritture sacre non sono da interpretate contrariamente alla tradizione poiché nella storia del cristianesimo, la rivelazione è stata trasmessa alle genti soprattutto attraverso la tradizione orale sia nell'Antico Testamento, prima e dopo le legge scritta di [[Mosè]], sia nel Nuovo Testamento con la testimonianza evangelica nella predicazione apostolica.
 
==== La risposta al protestantesimo ====
Il Concilio tridentino chiarisce anche la posizione cattolica nei confronti del [[protestantesimo]] e sottolinea che i cristiani protestanti si differenziano per il fatto che non includono la tradizione tra le forme di trasmissione della rivelazione, ponendo invece in assoluto la regola della ''sola scriptura'' e del ''libero esame''. Secondo il Concilio, i protestanti sarebbero inciampati in una contraddizione, non considerando cioè che il numero, il contenuto e l'autorità dei testi sacri è data anch'essa per tradizione.