Grotte Kizil: differenze tra le versioni

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Il sito è venuto alla luce grazie ad una prima spedizione archeologica tedesca intorno agli [[anni dieci]] del Novecento, a cui seguirono, venti anni dopo, una spedizione giapponese e, dagli [[anni cinquanta]], una cinese.
 
Nel sito sono stati rinvenuti molti frammenti di testi in [[sanscrito]] e in [[tocarico]], di natura commerciale, medica e religiosa, che testimoniano una forte influenza indiana del centro.<ref>Arcangela Santoro, ''Atlante di Archeologia'', Utet, Torino, 1998, pag.426</ref>
 
== Note ==
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