Differenze tra le versioni di "Romano Guardini"

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== Il contributo teologico, filosofico e scientifico ==
Romano Guardini è stato definito "Padre della Chiesa del XX secolo" dalla sua biografa [[Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz]].<ref>{{cita libro| Hanna Barbara | Gerl Falkovitz | Romano Guardini (1885-1968). Leben und Werk| 1985| Mainz| ISBN 3-7867-1146-1}} (Trad. it. ''Romano Guardini. La vita e l'opera'', Brescia, 1988.)</ref> Guardini {{cn|è considerato}} peraltro uno dei più significativi rappresentanti della [[filosofia]] e [[teologia]] cattolica del [[XX secolo]], in specie per quanto riguarda la [[liturgia]], la [[filosofia della religione]], la [[pedagogia]], l'[[ecumenismo]] e in generale la storia della spiritualità.
 
INei suoi studi ebberoaffrontò perda oggettouna parte i temi tradizionali riesaminatidella [[teologia]] e della [[filosofia]] cristiana alla luce delle domande e delle sfide dellaposte modernitàdal epensiero reciprocamentemoderno; l'analisicontemporaneamente diaffrontò i temi e i problemi attualidel suo affrontatitempo dal punto di vista [[cristianesimo|cristiano]] e in speciespecificatamente [[cattolicesimo|cattolico]].
 
Per quanto riguarda il confronto con la cultura e il pensiero antichi e moderni, nei suoi scritti tornano spesso autori come [[Socrate]], [[Platone]], [[Agostino]], [[Blaise Pascal|Pascal]], [[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]], [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] (in ambito filosofico), o come [[Dante Alighieri]], [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]], [[Rainer Maria Rilke|Rilke]], [[Wilhelm Raabe|Raabe]] (in ambito letterario). {{cn|Le sue interpretazioni letterarie di filosofi e poeti furono e sono tuttora apprezzate al di là del mondo cattolico stesso.}} In ogni caso Guardini non si sofferma mai semplicemente sul pensiero degli autori da lui considerati, ma analizza sempre il legame stretto tra pensiero e vita, tra pensiero ed esistenza. L'attenzione a tale legame, così come il continuo approfondimento della filosofia e della teologia a servizio dell'uomo e dell'esistenza umana, sono caratteristiche degli scritti di Guardini.
Egli è [[teologo]] di riferimento anche per [[papa]] [[Benedetto XVI]], il quale volentieri lo ha citato nelle proprie numerose pubblicazioni teologiche. Riferendosi allo sviluppo del pensiero di Guardini, [[Joseph Ratzinger]] evidenzia, tra l'altro, l'originaria posizione più vicina alle tesi liberali e successivamente il progressivo avvicinarsi dell'autore a posizioni più tradizionali.
 
Seppur legato per sua inclinazione alla tradizione teologica agostiniana e platonica, egli sottolineò sempre l'importanza dell'altro polo, quello tomistico e aristotelico. Egli indicò, al tempo della sua dissertazione, [[Bonaventura]] e, in seguito, [[John Henry Newman]], come pensatori che potevano fungere da "ponte" fra le due correnti del pensiero cristiano. Tale posizione è riconducibile più in generale alla convinzione che la verità fosse polifonica.
Guardini è considerato peraltro uno dei più significativi rappresentanti della [[filosofia]] e [[teologia]] cattolica del [[XX secolo]], in specie per quanto riguarda la [[liturgia]], la [[filosofia della religione]], la [[pedagogia]], l'[[ecumenismo]] e in generale la storia della spiritualità.
 
Il ambito politico, cercò una posizione intermedia tra i cattolici socialisti e i cattolici conservatori, {{cn|ottenendo critiche da entrambe le parti.}} Nel [[1946]] Guardini si definì come un cattolico democratico, dove l'accezione non va intesa tanto in senso politico ma filosofico, nel senso che pur sottolineando la libertà e la pluralità delle Autoritàautorità, si deveegli riconoscerericonosceva ancora la validità di valori assoluti. Egli fu fra i promotori dell'Accademia per la formazione politica a [[Tutzing]].
Le sue interpretazioni letterarie di filosofi e poeti come [[Rainer Maria Rilke|Rilke]], [[Raabe]] e [[Fëdor Michajlovič Dostoevskij|Dostoevskij]] furono e sono tuttora apprezzate al di là del mondo cattolico stesso.
 
Nella teologia politica egli mediò tra le posizioni dei cattolici socialisti e di quelli più tradizionalisti, ciò che gli fu rimproverato da ambo le parti. Durante il [[nazismoNazismo]] cercò, {{chiarire|anche a costo di alcuni compromessi,}} di salvaguardare la sfera di autonomia della sua cittadella deglidi studi (''die Burg''),; i nazisti lo fecero tuttavia oggetto di spionaggio e fu esiliato ''de facto'' egli era esiliato a [[Mooshausen]]. La sua resistenza passiva al nazismo è comunqueanche attestata dai suoi scritti, che i suoi lettori già allora interpretavano come un rigetto dell'ideologia nazista. Dopo la guerra egli pubblicò la sua riflessione politico -teologica ''Der Heilsbringer'', nella quale fin dall'inizio qualificava come totalitaria la pretesa redentiva del regime nazista. Egli si preoccupò, in seguito, di elaborare un'etica del potere che valesse sia nei confronti delle ideologie politiche sia dei nuovi anonimi poteri dell'era contemporanea (''media'', burocrazia, economia).
La profondità e chiarezza delle sue esposizioni del pensiero e della vita di [[Socrate]], [[Platone]], [[Agostino]], [[Dante Alighieri]], [[Blaise Pascal|Pascal]], [[Kierkegaard]] o [[Friedrich Nietzsche]] restano esempi convincenti della sua capacità di evidenziare il legame fra la vita del pensatore e la sua filosofia, sapendolo nel contempo mettere alla portata del lettore.
 
In [[pedagogia]] Guardini evidenziò nelle sue lettere ai giovani la necessità dell'autocontrollo e dell'equilibrio fra autorità e libertà in una creativa obbedienza della coscienza.
Questo legame insieme a una [[filosofia]] e [[teologia]] al servizio dell'uomo sono le caratteristiche degli scritti di Guardini.
 
== Influenze e riconoscimenti==
Nella suaLa prima grande opera: di Guardini, ''[[Lo spirito della [[liturgia]]'' (scritta nel 1917) Guardinifu poseuna ledelle pietre miliari del cosiddetto “[[Movimento liturgico]] enato delin rinnovamentoEuropa dellanella liturgia.prima Conmetà taledel contributo[[XIX eglisecolo]], che influenzerà fortementepoi in modo decisivo la [[riforma liturgica]] poi avviata daldel [[Concilio Vaticano II]].
 
{{chiarire|Per la sua attività Guardini è stato più volte premiato.}} A lui sono oggi intitolate una [[cattedra]] a [[Monaco di Baviera|Monaco]] e una a [[Berlino]], città in cui ha sede la fondazione Guardini.
Senza negare la propria inclinazione agostiniana e platonica, egli ha saputo sottolineare sempre anche l'importanza dell'altro polo, quello tomistico e ha indicato, già nella sua dissertazione, [[Bonaventura]] e, in seguito, [[John Henry Newman]] come pensatori che potevano fungere da ponte fra le due filosofie. Ciò si rispecchiava pure nel suo concetto di verità che egli stesso definiva polifonico. Lo stesso può dirsi per la sua predilezione per il [[Medioevo]], che mai ha avuto carattere restaurativo, anche se alcuni autori interpretarono in tal senso il suo libro ''Das Ende der Neuzeit''.
 
Nella teologia politica egli mediò tra le posizioni dei cattolici socialisti e di quelli più tradizionalisti, ciò che gli fu rimproverato da ambo le parti. Durante il [[nazismo]] cercò, anche a costo di alcuni compromessi, di salvaguardare la sfera di autonomia della sua cittadella degli studi (''die Burg''), i nazisti lo fecero tuttavia oggetto di spionaggio e ''de facto'' egli era esiliato a Mooshausen. La sua resistenza passiva al nazismo è comunque attestata dai suoi scritti, che i suoi lettori già allora interpretavano come un rigetto dell'ideologia nazista. Dopo la guerra egli pubblicò la sua riflessione politico teologica ''Der Heilsbringer'', nella quale fin dall'inizio qualificava come totalitaria la pretesa redentiva del regime nazista. Egli si preoccupò, in seguito, di elaborare un'etica del potere che valesse sia nei confronti delle ideologie politiche sia dei nuovi anonimi poteri dell'era contemporanea (''media'', burocrazia, economia).
 
Nel [[1946]] Guardini si definì come un cattolico democratico, dove l'accezione non va intesa tanto in senso politico ma filosofico, nel senso che pur sottolineando la libertà e la pluralità delle Autorità, si deve riconoscere ancora la validità di valori assoluti. Egli fu fra i promotori dell'Accademia per la formazione politica a [[Tutzing]].
 
In [[pedagogia]] Guardini evidenziò nelle sue lettere ai giovani la necessità dell'autocontrollo e dell'equilibrio fra autorità e libertà in una creativa obbedienza della coscienza.
 
Egli èfu [[teologo]] di riferimento anche per [[papa]] [[Benedetto XVI]]<ref>{{cita web|url=http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/207016|titolo=Benedetto XVI ha un padre, Romano Guardini|autore=Sandro Magister|data=1 ottobre 2008}}</ref>, il quale volentieri lo ha citato nelle proprie numerose pubblicazioni teologiche. Riferendosi allo sviluppo del pensiero di Guardini, [[Joseph Ratzinger]] evidenzia, tra l'altro, l'originaria posizione più vicina alle tesi liberali e successivamente il progressivo avvicinarsi dell'autore a posizioni più tradizionali.
Per la sua attività Guardini è stato più volte premiato. A lui sono intitolate una [[cattedra]] a [[Monaco di Baviera|Monaco]] e una a [[Berlino]], città in cui ha sede la fondazione Guardini.
 
==Onorificenze==