Differenze tra le versioni di "Romano Guardini"

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+ il senso della chiesa
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Per quanto riguarda il confronto con la cultura e il pensiero antichi e moderni, nei suoi scritti tornano spesso autori come [[Socrate]], [[Platone]], [[Agostino]], [[Blaise Pascal|Pascal]], [[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]], [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] (in ambito filosofico), o come [[Dante Alighieri]], [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]], [[Rainer Maria Rilke|Rilke]], [[Wilhelm Raabe|Raabe]] (in ambito letterario). {{cn|Le sue interpretazioni letterarie di filosofi e poeti furono e sono tuttora apprezzate al di là del mondo cattolico stesso.}} In ogni caso Guardini non si sofferma mai semplicemente sul pensiero degli autori da lui considerati, ma analizza sempre il legame stretto tra pensiero e vita, tra pensiero ed esistenza. L'attenzione a tale legame, così come il continuo approfondimento della filosofia e della teologia a servizio dell'uomo e dell'esistenza umana, sono caratteristiche degli scritti di Guardini.
 
Nel suo libro [[Il senso della Chiesa]] Guardini annotava, con un'espressione poi divenuta celebre: "Si è iniziato un processo di incalcolabile portata: il risveglio della [[Chiesa]] nelle anime". Più avanti, nel [[1965]], scriverà: "La Chiesa non è un'istituzione escogitata e costruita a tavolino, ma una realtà vivente. Essa vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni essere vivente, trasformandosi. Eppure nella sua natura rimane sempre la stessa, e il suo cuore è Cristo".
 
Seppur legato per sua inclinazione alla tradizione teologica agostiniana e platonica, egli sottolineò sempre l'importanza dell'altro polo, quello tomistico e aristotelico. Egli indicò, al tempo della sua dissertazione, [[Bonaventura]] e, in seguito, [[John Henry Newman]], come pensatori che potevano fungere da "ponte" fra le due correnti del pensiero cristiano. Tale posizione è riconducibile più in generale alla convinzione che la verità fosse polifonica.
{{chiarire|Per la sua attività Guardini è stato più volte premiato.}} A lui sono oggi intitolate una [[cattedra]] a [[Monaco di Baviera|Monaco]] e una a [[Berlino]], città in cui ha sede la fondazione Guardini.
 
Egli fu [[teologo]] di riferimento anche per [[papa]] [[Benedetto XVI]]<ref>{{cita web|url=http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/207016|titolo=Benedetto XVI ha un padre, Romano Guardini|autore=Sandro Magister|data=1 ottobre 2008}}</ref>, il quale volentieri lo ha citato nelle proprie numerose pubblicazioni teologiche. Riferendosi allo sviluppo del pensiero di Guardini, [[Joseph Ratzinger]] evidenzia, tra l'altro, l'originaria posizione più vicina alle tesi liberali e successivamente il progressivo avvicinarsi dell'autore a posizioni più tradizionali. Da ultimo, Ratzinger citò Romano Guardini nel suo ultimo discorso al Collegio cardinalizio prima delle sue dimissioni, il [[28 febbraio]] [[2013]].<ref>[http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2013/february/documents/hf_ben-xvi_spe_20130228_congedo-cardinali_it.html Saluto di congedo agli Em.mi Signori Cardinali presenti in Roma, Benedetto XVI, 28 febbraio 2013]</ref>
 
==Onorificenze==