Differenze tra le versioni di "Assedio di Costantinopoli (1203)"

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|Immagine=Constantinople Mural Fourth Crusade.jpg
|Didascalia=Le [[Mura teodosiane]] durante la [[quarta crociata]].
|Data=[[24 giugno]] - [[17 luglio]] [[1203]]
|Luogo=[[Costantinopoli]]
|Esito=Vittoria [[crociata]] e dei [[bizantini]] fedeli ad [[Alessio IV Angelo]]
|Comandante2=[[Enrico Dandolo]] ([[Repubblica di Venezia|veneziani]]), [[Baldovino I di Costantinopoli]] ([[francesi]]), [[Bonifacio di Monsarrat]] (francesi), [[Alessio IV Angelo]] (bizantini)
|Effettivi1= 16.000 soldati <br> 20 navi
|Effettivi2= 20.000 crociati <br> 180 navi veneziane
|Perdite1= Sconosciute
|Perdite2= 40 navi e molti crociati
|Note=
}}
Nell'inverno del [[1202]] i crociati della [[quarta crociata]], conquistarono la città di [[Zara]], come pagamento fatto ai [[Repubblica di Venezia|veneziani]] per il trasporto in [[Terra Santa]]. Il principe bizantino Alessio IV, figlio di [[Isacco II di Bisanzio]], detronizzato, accecato e tenuto in prigione da suo fratello [[Alessio III di Bisanzio|Alessio III]], quando venne a conoscenza che i crociati stavano svernando a Zara, decise di inviar loro un'ambasciata con la richiesta d'aiuto per liberare il padre dalla prigionia, in modo da e poter riprendere in mano l'[[Impero bizantino]]. Alessio era riuscito a fuggire dalla prigionia nel [[1202]] e si era rifugiato presso sua sorella in [[Germania]], moglie di [[Filippo di Svevia]].<ref>Steven Runciman, Geschichte der Kreuzzüge, dtv, ISBN 3-423-04670-8</ref> In precedenza Alessio IV aveva già contattato [[Venezia]] da [[Verona]]. La proposta del principe bizantino era quella di ottenere la collaborazione dei crociati per riappropriarsi del trono in cambio di aiuti militari (10.000 soldati) oltre che denaro e generi di consumo per i crociati, la riunione delle due Chiese e la concessione di accordi mercantili favorevoli con Venezia.<ref>[http://www.newadvent.org/cathen/08013a.htm Catholic Ecyclopedia]</ref> A Venezia promise anche di pagare la somma che i crociati non avevano pagato e promise inoltre di voler sostenere le spese di 500 cavalieri che dovevano rimanere in [[Terra Santa]]. Il papa, allettato dalla prospettiva della riunificazione con la [[Chiesa cristiana ortodossa|chiesa ortodossa]] si fece convincere, tolse la scomunica e dette il suo permesso per la continuazione dell'impresa e della detronizzazione dell'usurpatore Alessio III. Il [[doge]] [[Enrico Dandolo]] fu felicissimo di accontentare il [[papa]] e di assicurare a Venezia enormi vantaggi. Ad alcuni crociati però non piaceva la prospettiva di assalire un'altra città cristiana al posto di combattere i [[musulmano|musulmani]]. Questi separarono dal resto dei crociati e fecero vela in direzione della [[Siria]].
 
Il [[25 aprile]] [[1203]] Alessio IV arrivò a Zara ed alcuni giorni dopo la flotta spiegò le vele in direzione di [[Costantinopoli]]. Fu compiuta una sosta a [[Durazzo]], dove Alessio fu riconosciuto come imperatore, ed un'ulteriore sosta fu effettuata a [[Corfù]].
 
==L'assedio==
 
[[ImmagineFile:Alexius4.jpg|300px|thumb|right|Ritratto di [[Alessio IV Angelo]].]]
Il [[24 giugno]] Costantinopoli venne avvistata. La flotta crociata si diresse verso il Corno d'Oro ma venne sospinta verso [[Calcedonia]]. I bizantini risposero lanciando vari proiettili dalle mura della città contro le navi nemiche, senza però arrecare danni.
 
Il 25 giugno i veneziani raggiunsero [[Crisopoli]] via mare, mentre il resto dell'esercito crociato, una volta sbarcato, procedette sulla terraferma. Un gruppo di alcune decine di cavalieri crociati, distaccatosi dal grosso dell'esercito per esplorare l'area, fu presto assalito da un contingente di cavalleria imperiale ma i primi riportarono la vittoria.
 
Il 26 giugno Alessio III inviò un ambasciatore all'accampamento crociato offrendo accoglienza e vertendo sulla comune religione ma nello stesso tempo avvertendoli del pericolo rappresentato dal muovere guerra all'imperatore nella capitale dell'impero, mai espugnata sino ad allora. I crociati congedarono l'ambasciatore ribadendo che Alessio III non era degno del suo trono e che invece bene avrebbe fatto a caderlo ad Alessio, figlio di Isacco II Angelo.
 
Il 27 giugno alcune galee salparono e sfilarono davanti alle mura di Costantinopoli mostrando al popolo il pretendente al trono Alessio, che però non era loro noto e non venne riconosciuto.
Il 5 luglio i crociati si imbarcarono sulle navi. La flotta era aperta dalle galee e dietro di esse gli uscieri. Attraversato lo stretto tratto di mare che separava [[Crisopoli]] da [[Galata]] i crociati sbarcarono sulla riva opposta dove era schierato l'esercito imperiale che dapprima sembrò voler rintuzzare l'attacco crociato ma subito dopo si ritirò, mentre gli uscieri facevano sbarcare la cavalleria. I crociati si impossessarono di Estanor, il quartiere ebraico, poi con un attacco congiunto per terra e per mare posero assedio alla torre di Galata.
 
Il 7 luglio la guarnigione della torre di Galata, rinforzata da un contingente di uomini giunto nottetempo da Costantinopoli su barche, lanciò una sortita contro l'accampamento crociato. Dapprima la sortita fu contenuta da Giovanni di Avesnes, che rimase ferito da un colpo di lancia alla testa nello scontro, poi i bizantini furono respinti ed inseguiti nella torre da Pietro di Bracieux, che infine la espugnò facilmente non essendo i difensori riusciti a barricarsi in tempo. Presto fu forzata anche la possente catena che chiudeva il porto della città.
 
Il 12 luglio i veneziani salparono con le loro navi e si diressero verso la sponda settentrionale del Bosforo mentre il resto dell'esercito crociato, procedendo sulla terraferma, venne ostacolato dalla distruzione del ponte di Pietra Forata, distrutto dagli stessi greci durante la ritirata. Il 13 luglio l'esercito crociato, riparato in tutta fretta il ponte, si posizionò su una bassa collina presso il monastero dei Santi Cosma e Damiano, di fronte al palazzo delle Blacherne.
 
Il [[17 luglio]], dopo alcuni giorni di aspra battaglia, i veneziani riuscirono ad aprire una breccia nelle mura e ad entrare nella città.
 
Alessio III, vista la mal parata, aveva arraffato quanto poteva del tesoro imperiale e si era dato alla fuga portando con sé la figlia. Isacco II venne liberato dal carcere e si dichiarò pronto a confermare le promesse fatte ai crociati dal figlio che nominò correggente il [[1º agosto]] [[1203]], con appropriata cerimonia nella chiesa di [[Hagia Sophia|Santa Sofia]] ed alla presenza di tutti i baroni della crociata.
 
==Conseguenze==
 
== Collegamenti esterni ==
* [http://www.associazioneclaramaffei.org/claraCMS/articolo.jsp?id=0_0&sub=0&art=0 La quarta crociata e la conquista di Costantinopoli in 8 puntate]
 
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