Differenze tra le versioni di "AVS-36"

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[[File:AVS 36.JPG|thumb|right|300px|AVS-36 con caricatore.]]
L’'''AVS-36''' (dal russo '''''A'''vtomaticheskaya '''V'''intovka '''S'''imonova model 1936''; Автоматическая винтовка Симонова образца 1936 года) fu un [[fucile automatico]] sovietico in servizio nei primi anni della [[Seconda guerra mondiale]]. Fu una delle prime armi a fuoco selettivo adottata da un esercito.
 
==Storia==
Il progettista, Sergei Gavrilovich Simonov, cominciò a lavorare al progetto nel 1930. Nel 1931 il primo prototipo era pronto e siccome si mostrò promettente, tre anni dopo si tenne una dimostrazione di un modello pressoché definitivo.
 
Nel 1935 l’arma entrò in competizione con un progetto di Fëdor Tokarev. Il fucile di Simonov uscì vincitore dalla sfida e fu adottata con la denominazione ufficiale di AVS-36.
 
L’arma si mostrò in pubblico per la prima volta nel 1938, nelle mani della prima divisione fucilieri a Mosca. Gli americani seppero dell’arma solo nel 1942, quando comparve per la prima volta analizzata in un articolo di John Garrett Underhill Jr. sull’Infantry Journal<ref name="Bolotin1995">{{cite book|author=David Naumovich Bolotin; [translation: Igor F. Naftul'eff ; edited by John Walter, Heikki Pohjolainen]|title=Soviet Small-arms and Ammunition|year=1995|publisher=Finnish Arms Museum Foundation (Suomen asemuseosäätiö)|location=Hyvinkää|ISBN=9519718419|pages=104-105}}</ref>.
 
==Design==
L’arma era azionata gas tramite un pistone a corsa corta. Poteva garantire sia fuoco automatico che semiautomatico. La canna presentava un [[freno di bocca]] di considerevoli dimensioni per ridurre il rinculo. L’arma era alimentata da un [[caricatore]] amovibile da 15 colpi e presentava un attacco per la baionetta. Vennero prodotte anche alcune versioni di precisione con mirini PE.
 
==In servizio==
I rapporti di produzione sovietici riportano per l’AVS-36 106 esemplari nel 1934, 286 nel 1935, 10.281 nel 1937 e 24.401 nel 1938 con un totale di circa 65.800 fucili prodotti fino al 1940 (per alcuni anni, i registi non riportano le cifre esatte di produzione)<ref name="Bolotin1995"/>.
 
Il fucile vide servizio nella battaglia di Halhin Gol e, in seguito, durante la [[Guerra d’Invernod'inverno|Guerra d’inverno]], ma, come già detto, si rivelò altamente inaffidabile. Molti dei problemi erano dovuti anche alla scarsa manutenzione; molti fucili, infatti, venivano utilizzati senza che il grasso apposto in produzione fosse stato rimosso, per cui le basse temperature lo congelavano all’interno, bloccando i meccanismi dell’arma e causando situazioni potenzialmente pericolose. Circa 300 esemplari caddero nelle mani dei finlandesi, che li usarono contro i loro stessi padroni<ref name="JowettRuggeri2012">{{cite book|author1=Philip Jowett|author2=Raffaele Ruggeri|title=Finland at War 1939-45|url=http://books.google.com/books?id=2k8n063soJcC&pg=PA48|year=2012|publisher=Osprey Publishing|isbn=978-1-78200-125-6|page=48}}</ref><ref name="Irincheev2012">{{cite book|author=Bair Irincheev|title=War of the White Death: Finland Against the Soviet Union 1939-40|url=http://books.google.com/books?id=Seki32T1LAMC&pg=PA40-IA10|year=2012|publisher=Stackpole Books|isbn=978-0-8117-1088-6|pages=color plates after p. 40}}</ref>.
 
In [[Unione Sovietica]] il fucile rimase al fianco del nuovo SVT-38 ma sempre con ruoli marginali, fino al completo ritiro nel 1941.
 
Al giorno d’oggi il fucile è un pezzo ricercato dai collezionisti e la maggior parte dei modelli ancora esistenti si trova in Finlandia.
 
Lo stesso Simonov avrebbe in seguito progettato il fucile anticarro [[PTRS-41]] e la carabina [[Simonov SKS|SKS]], entrambi basati sul funzionamento dell’AVS-36.
 
==Vedi anche==
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