Il mistero del treno azzurro: differenze tra le versioni

Correzione errore (da Pirot a Poirot)
(correggo: il libro sulla saga di Poirot che segue "Il mistero del treno azzurro" è "Caffè nero", non "Il pericolo senza nome")
(Correzione errore (da Pirot a Poirot))
Successivamente, però, i sospetti ricadono su Derek Kettering, il quale, in seguito ad una testimonianza di Mirelle (che, però, in seguito si rivelerà inattendibile) verrà arrestato.
 
Non convinto di questa soluzione, Poirot continua ad indagare. Dopo parecchio tempo dal accaduto, il detective, infine, invita Van Aldin e il maggiore Knighton a ripercorrere, con lui, il tragitto sul Treno Azzurro, in modo da ricostruire gli avvenimenti. Una volta arrivati a Lione, tuttavia, su ordine di PirotPoirot, la polizia, nascosta in uno scompartimento comunicante con il suo, arresta Knighton.
L’investigatore rivela, dunque al miliardario la reale versione dei fatti: ad aver assassinato Ruth non era stato altri che Knighton con la complicità della cameriera Ada Mason. Il vero nome della domestica è, infatti, Katy Kidd, ex attrice e il maggiore è, in realtà, un efferato criminale noto con lo pseudonimo di “marchese”. Desideroso di appropriarsi dei rubini, Knighton, aveva, infatti, prima ordito l’aggressione a Van Aldin a Parigi e, inseguito al fallimento di questa aveva progettato l’assassinio di Ruth. Durante il viaggio era, dunque, salito sul treno in una delle numerose fermate che precedono Parigi, aveva ucciso Ruth e aveva prelevato i rubini, per poi scendere. Successivamente, Ada, vestita come la signora Kettering, aveva comprato il cestino da viaggio, facendo credere che a quell’ora Ruth fosse ancora viva. Giunta, poi, a Lione, vestita da uomo, Ada era scesa dal treno e ne aveva preso un altro per arrivare a Parigi. Interrogata dalla polizia, la donna, aveva poi, inventato numerosi dettagli sullo svolgimento dei fatti e il complice aveva, successivamente, confermato il suo alibi.
 
Utente anonimo