Differenze tra le versioni di "Pellegrino Laziosi"

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|nato= [[1265]]
|morto= [[1º maggio]] [[1345]]
|venerato da= Chiesa cattolica
|beatificazione=[[1609]]
|canonizzazione=[[1726]]
==Biografia==
Figlio di Berengario Laziosi e della [[Flora Aspini]], era nato in una famiglia ghibellina, avversaria della Chiesa, partecipò alle lotte politiche contro i guelfi locali. Il pontefice inviò nelle terre di Romagna il Superiore generale dell'[[Servi di Maria|Ordine dei Servi di Maria]], [[Filippo Benizi]], che predicava nelle piazze per convincere i cittadini ad obbedire al Papa, ma venne espulso da [[Forlì]].
Pellegrino, tra i capi delle fazioni in lotta, lo dileggiò<ref>La tradizione vuole che Pellegrino lo abbia schiaffeggiato [http://www.santiebeati.it/dettaglio/50900 Santi, beati e Testimoni: Pellegrino Laziosi]</ref> ma poi si pentì e, raggiunto il Superiore generale fuori città, a Ronco, si gettò ai suoi piedi per chiedergli umilmente perdono.
 
Si convertì e, circa trentenne pregando sempre più la beata Vergine perché gli mostrasse la via della salvezza, entrò in quello stesso ordine. Dopo il noviziato e la professione a [[Siena]], fu inviato nel convento di Forlì.
È venerato come "protettore degli ammalati di [[Tumore|cancro]]". È inoltre il patrono degli ammalati di [[AIDS]] e di ogni altra malattia di particolare gravità.
 
Pellegrino Laziosi è co-patrono della città di [[Forlì]], dove ancora oggi si svolge una fiera in suo onore, il 1º maggio di ogni anno, caratterizzata dalla vendita di [[Citrus medica|cedri]].
 
L'Ordine dei Servi di Maria ne celebra la festa nel giorno 4 maggio.
 
[[Categoria:Santi per nome|Pellegrino Laziosi]]
[[Categoria:Santi italiani del XIV secolo|Pellegrino Laziosi]]
[[Categoria:Santi serviti|Pellegrino Laziosi]]
[[Categoria:Santi canonizzati da Benedetto XIII|Pellegrino Laziosi]]
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