Differenze tra le versioni di "Contratto di agenzia"

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*stabilità del rapporto: l'agente è un ausiliario autonomo dell'[[imprenditore]] che, quando lavora per un'unica ditta, assume la qualifica di [[lavoratore parasubordinato]] (ad esempio all'agente si è dichiarato applicabile il nuovo rito del lavoro).
 
* reciproco diritto di esclusiva: per quel ramo di attività e per quella determinata zona, il preponente non può servirsi di altro agente e quest'ultimo non può assumere incarichi da un altro preponente. L'agente ha diritto ad una [[provvigione]] per tutti gli affari conclusi nella zona di esclusiva.
 
*diritto alla provvigione: l'agente, ai sensi dell'art. 1748 c.c. ha diritto ad una [[provvigione]] quando il contratto è stato stipulato grazie al suo intervento.
 
== Analisi dell'istituto ==
Il contratto di agenzia richiede la forma scritta ''[[ad probationem]]'' e ciascuna delle parti ha il diritto irrinunciabile ad avere una copia dell'accordo. (ex art. [[s:Codice_Civile_-_Libro_Quarto/Titolo_III#Art._1742_Nozione|1742 c.c.]]).
Caratteristica naturale del contratto di agenzia è il [[diritto di esclusiva]],<ref>Secondo la sentenza della Suprema corte di Cassazione - sez. Civ. Sez. lavoro 2634/1994 il diritto di esclusiva costituisce un elemento naturale del contratto di agenzia: l'art.1743 cod. civ. prevede infatti che il preponente non possa avvalersi per la stessa zona contemporaneamente di più agenti e che, inversamente, l'agente non può assumere l'incarico per altre imprese concorrenti di trattare nel medesimo ambito territoriale e per lo stesso ramo d'affari.</ref> in virtù di tale elemento, perciò, l'agente anche nel silenzio del [[contratto]] non potrà svolgere la propria attività per conto di un altro [[imprenditore]] che si trovi ad operare in regime di concorrenza con il primo.
 
D'altro canto il preponente non può servirsi, nella zona riservata e nello stesso ramo di affari, di altri agenti ([[s:Codice_Civile_-_Libro_Quarto/Titolo_III#Art._1743_Diritto_di_esclusiva|ex art. 1743 c.c.]]; parte della giurisprudenza (cfr. Cass. civ. n.322/69), però, ritiene che il dettato del sopra citato articolo non impedisca al preponente di contrattare personalmente nella zona riservata, purché la sua attività non renda difficile ovvero eluda l'attività dell'agente.
A norma dell art. [[s:Codice_Civile_-_Libro_Quarto/Titolo_III#Art._1746_Obblighi_dell.27agente|1746 c.c.]] l'[[Agente (diritto)|agente]] promuove soltanto la conclusione dei contratti, visitando i probabili clienti, pubblicizzando i prodotti ed informando il preponente delle condizioni di contratto.
 
L'agente non ha dunque il potere di concludere i contratti in [[rappresentanza]] del preponente né il potere di riscuoterne i [[credito|crediti]], tuttavia il proponente può attribuirgli detti poteri e l'eventuale potere di "riscossione" che, però, non è comprensivo del potere di concedere sconti e dilazioni di pagamento che deve essere attribuitogli espressamente a norma dell art. [[s:Codice_Civile_-_Libro_Quarto/Titolo_III#Art._1744_Riscossioni|1744]].
All'agente spetta la [[provvigione]] per tutti gli affari conclusi a seguito della sua attività, nonché per quelli promossi nella sua zona riservata. Tale diritto spetta all'[[Agente (diritto)|agente]] solo per gli affari a cui sia stata data regolare esecuzione.
 
A differenza di quanto avviene nel contratto di [[commissione (contratto)|commissione]], nel contratto di agenzia è nullo il patto dello [[star del credere]] che preveda, in modo generalizzato, la responsabilità per l'inadempimento delle [[Obbligazione (diritto)|obbligazioni]] dei clienti.
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