Differenze tra le versioni di "Emigrazione italiana in Africa Orientale"

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==I primi esperimenti coloniali dell'Italia liberale==
Sul finire dell'800 con l'aquisioneacquisizione da parte del governo italiano dei possedimenti della [[Somalia]] e dell'[[Eritrea]] iniziarono le prime migrazioni di italiani verso i neoaquisitineoacquisiti territori africani.
 
Nel [[1890]] venne approvato un piano sperimentale di colonizzazione agricola dell'Eritrea . Secondo le intenzioni del governo questo piano avvrebbeavrebbe alleviato il flusso migratorio verso le [[Americhe]] di centinaia di migliaia di italiani che in quegli anni solcavano l'[[Oceano Atlantico]] in direzione del [[Brasile]], dell'[[Argentina]], dell'[[Uruguay]] e degli [[Stati Uniti]]. Tuttavia questo tentativo di convogliare l'immigrazione italiana in direzione dei nuovi possedimenti africani si risolse in un fallimento a causa del clima , della mancanza di infrastrutture e dell'impreparazione dei coloni giunti . Dopo la [[Battaglia di Adua|sconfitta di Adua]], l'immigrazione italiana nella regione subì un'ulteriore battuta d'arresto. Nel [[1905]] si contavano in Eritrea circa 4.000 europei , di questi 2.333 erano italiani. Intanto nel [[1911]] l'[[Italia]] aquisi , dopo una guerra contro l'[[impero Ottomano]], la [[Tripolitania]] e la [[Cirenaica]] incrementando la propria presenza in [[Africa]] e sul [[mar Mediterraneo]]
 
Dopo la [[prima guerra mondiale]] si ebbe una timida ripresa dell'emigrazione nelle due colonie più meridionali.
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