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'''Nozzano''' è il nome di tre [[Frazioni geografiche|frazioni]] del Comune di [[Lucca]], situati a circa 8 Km dal capoluogo, sulla riva destra del fiume [[Serchio]] in prossimità del confine con la Provincia di [[Pisa]]: nella fattispecie ''Nozzano Castello'', ''Nozzano San Pietro'' e ''Nozzano Vecchio''.
 
 
== Il borgo e il castello nella storia ==
Situato a corona di un rilievo roccioso nella frazione Nozzano Castello, ancora oggi si erge un borgo fortificato, da taluni attribuito alla contessa [[Matilde di Canossa]]. Di questo borgo si hanno notizie sin dal IX secolo, fortificato dai [[Lucchesi]] per difendere il territorio dall'attacco pisano: difatti, sulla sponda opposta del fiume, sorge la corrispondente fortificazione pisana, la Rocca di [[Ripafratta]] con le sue torri di avvistamento. La fortezza centrale, invece, fu eretta a più riprese nel corso del XII secolo ed è formata da un circuito murario ellittico munito di torri e con una unica porta di accesso, con al centro una costruzione di forma semi triangolare con alte mura merlate e due torri.
 
Dopo la battaglia di Monteaperti (1260), divenne famosa per aver ospitato i [[Guelfi]] cacciati da varie città toscane. Più volte attaccata e distrutta dalle truppe pisana ma sempre ricostruita (l'ultima volta nel 1395, come testimoniato dalla commissione di [[Giovanni Sercambi]]), fu utilizzata fino alla fine del 1500 per controllare le navi che risalivano il Serchio verso Lucca, poi la sua importanza militare e strategica cessò e Nozzano fu uno dei centri ad ospitare una delle prime stamperie d'Italia. Nei secoli successivi, però, Nozzano ha avuto molta importanza anche dal punto di vista civile, in quanto è stato sede di un Podestà con mansioni civili e militari, di un Commissario (dal 1679) e di un Comune rurale che, poco prima di essere assorbito dal Comune di Lucca nel 1829, per qualche anno fu a sua volta il capoluogo di un Comune, comprendente molti paesi dell’Otreserchiodell’[[Otreserchio]] e della [[Valfreddana]].
 
Nel 1836, una paurosa alluvione causata dal Serchio mise in pericolo numerose vite, ma il lavoro di arginazione ad opera dell'architetto [[Lorenzo Nottolini]] sul fiume e sui suoi affluenti (come la vicina ''Contesora'') ha sopperito a questo problema.
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