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Nelle associazioni faunistiche dominate da trilobiti, generalmente il numero dei resti di esoscheletri rinvenuti in un certo orizzonte non è considerato direttamente indicativo del numero degli individui, perché (come già accennato), molti di questi elementi (exuvie) sono in realtà il risultato di mute successive dello stesso individuo. Molti ricercatori dividono il numero delle exuvie determinate per sei o per otto allo scopo di ottenere una stima più realistica della popolazione in una tipica comunità<ref>Benton e Harper (2009), p. 366.</ref>.
 
Talvolta, i trilobiti fossili (dei gruppi più evoluti) si rinvengono arrotolati sul lato ventrale o appallottolati in forma sferoidale (vedi sezione:[[Trilobita#Arrotolamento|Arrotolamento]]): è una postura difensiva, e, in questo caso, non può evidentemente trattarsi di exuvie. [[File:Calymene Devonian Erfoud Morocco nodule.png|thumb|right|350px|Trilobite calymenide (''Colpocoryphe sp.'' ?), dall'Ordoviciano del Marocco. Due esemplari preservati in un nodulo calcareo (di cui è riportata anche l'impronta). Si tratta manifestamente di due exuvie: in un esemplare è visibile il cephalon (privo delle librigene) separato dall'insieme thorax + pygidium dopo la muta. Dell'altro esemplare è conservato solo il cranidio e frammenti delle librigene.]]Sono fossili di animali sorpresi in queste condizioni dall'evento che ne ha determinato la morte: spesso una piccola frana sottomarina che li ha seppelliti con sedimento fangoso, soffocandoli, o li ha trascinati più in profondità, su un fondale in condizioni [[euxinico|euxiniche]] dove non potevano vivere; oppure ancora, si tratta di esemplari sorpresi da un [[evento anossico]], che ha determinato un crollo improvviso delle condizioni di ossigenazione degli strati d'acqua prossimi al fondale.
 
==== Danni e anomalie ====
Utente anonimo