Differenze tra le versioni di "Arianesimo"

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== Dottrina ==
Nei primi secoli del Cristianesimo la dottrina - il contenuto effettivo delle verità che il credente doveva riconoscere per potersi dire tale - e in particolare il ruolo di Gesù Cristo e il suo rapporto con il divino erano lungamente dibattuti e indagati. L'eredità della sua predicazione si prestava a molte interpretazioni e molte decisioni dovevano essere prese dai suoi successori su questioni morali, di organizzazione della comunità cristiana e di comprensione effettiva della natura del Dio adorato. Era perciò molto difficile stabilire certezze dottrinali ed era molto lontana l'affermazione delle formule canoniche con cui oggi identifichiamo il Cristianesimo. [[Ario]] fu, all'epoca in cui prendeva forma definitiva la dottrina della Trinità, massimo rappresentante di una delle interpretazioni di maggior seguito della relazione tra le persone della'' [[Trinità (cristianesimo)|Trinità]], in particolar modo di quella tra il Padre e il Figlio. Egli non negava la Trinità, ma subordinava il Figlio al Padre, negandone la [[consustanzialità]] che sarà poi formulata nel [[concilio di Nicea]] ([[325]]) nel [[credo niceno-costantinopolitano]], nel quale appunto si definì l'impalcatura dottrinale del cristianesimo cattolico ("universale") che si diffonderà ed imporrà nei secoli successivi.
 
Alla base della sua tesi v'era la convinzione che Dio, principio unico, indivisibile, eterno e quindi ingenerato, non potesse condividere con altri la propria ''ousìa'', cioè la propria essenza divina. Di conseguenza il [[Gesù|Figlio]], in quanto “generato”, non può partecipare della sua sostanza (negazione della consustanzialità), e quindi non può essere considerato Dio allo stesso modo del Padre (proprio perché la natura divina è unica), ma può al massimo esserne una creatura: certamente una creatura superiore, divina, ma ''finita'' (avente cioè un principio) e per questo diversa dal Padre, che è invece infinito. Essendo infatti un "figlio" (e quindi "venuto dopo" Colui che lo ha generato) non esiste dall'eternità, mentre la natura divina è di per se stessa eterna e indivisibile. Padre e Figlio non possono dunque essere identici.