Differenze tra le versioni di "Bibbia di Calci"

Seconda per antichità solo al ''Salterio di [[San Paolo a Ripa d'Arno]]'' (1104, [[Firenze]], [[Biblioteca Medicea Laurenziana]]), la Bibbia di Calci fu realizzata entro una scuola minatoria pisana o volterrana. È una Bibbia di tipo atlantico, caratterizzata cioè dal grande formato e con lettere iniziali ingrandite e decorate da figurazioni miniate.
 
Era destinata al [[monastero di San Vito (Pisa)|monastero di San Vito]], a Pisa, ma fu a lungo conservata nella [[certosa di Calci]] che finì per darle il nome con cui è comunemente nota.
 
Le miniature della Bibbia dimostrano che, nella fase d'oro dello splendore artistico ed economico pisano, la pittura aveva assimilato il [[pittura bizantina|linguaggio bizantino]] (anziché quello [[pittura romanica|romanico]] proveniente dal Mediterraneo occidentale).
 
Il nome di Alberto da Volterra, secondo una notizia di [[Alessandro da Morrona]] del 1793, doveva comparire anche su una croce dipinta per l'altare maggiore della [[chiesa di San Francesco (Pisa)|chiesa di San Francesco]]: ciò ne farebbe il primo nome noto della scuola pittorica pisana.
 
==Bibliografia==
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