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Il '''verificazionismo''' è un orientamento [[Epistemologia|epistemologico]] e [[Filosofia|filosofico]] che considera necessario e sufficiente<ref>La convinzione che una verifica sperimentale, oltre che necessaria, sia anche sufficiente a convalidare una teoria è il nucleo centrale del verificazionismo contestato da [[Karl Popper]], il quale obiettò che i controlli sono certamente necessari, ma mai sufficienti.</ref> un [[Verificabilità|criterio di verificazione]] per l'accettazione o validazione di un'ipotesi, una [[teoria]] o un singolo enunciato. In sostanza il verificazionismo afferma che un enunciato o [[proposizione (logica)|proposizione]], inserito in una [[teoria scientifica]], che non possa essere verificato, non è necessariamente [[falso]], ma fondamentalmente privo di ''[[Significato|senso]]'' in quanto non dimostrabile alla prova [[esperienza|empirica]] dei fatti, potendo infatti esistere molteplici enunciati tutti intrinsecamente [[logica|logici]] per la spiegazione o interpretazione di un certo [[fenomeno]], di cui però soltanto uno per definizione risulterà ''[[verità|vero]]''.
In particolare il verificazionismo è uno dei capisaldi del [[Neopositivismo|neopositivismo logico]] del [[Circolo di Vienna]], il quale aveva appunto tra i suoi principi basilari il [[principio di verificazione]].
 
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