Differenze tra le versioni di "Brancaleone degli Andalò"

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Appartenne ad una nobile famiglia [[ghibellini|ghibellina]] [[Bologna|bolognese]], nella quale diversi membri erano stati [[podestà]], e che di questa attività avevano fatto quasi una professione.
 
Con questo incarico fu inviato a [[Roma]] - su richiesta del Comune che intendeva darsi propri ordinamenti, e soprattutto sottrarsi all'anarchia violenta dei baroni - dal Consiglio della sua città nel [[1252]]. Qui fu nominato [[Senatore di Roma|senatore]] per un triennio, accettando la carica a patto di ricevere, a garanzia della propria incolumità e indipendenza, alcuni membri di famiglie baronali romane, da trasferire a Bologna fino al [[1255]].
 
La richiesta fu accettatata e l'Andalò cominciò ad esercitare la sua carica, cercando un difficile equilibrio tra il potere dominante e violento dei baroni, il desiderio della emergente classe borghese di sottrarsi ai baroni e di avere il proprio vescovo con sé e dalla sua parte, e la debolezza del papa soggetto, oltre che alla prepotenza dei baroni, anche alle pressioni degli Angioini da una parte e degli Svevi dall'altra.
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