Differenze tra le versioni di "Kundalini"

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La comprensione reale di questo corpo da parte di noi occidentali, prosegue Gavin Flood, di cosa esso realmente significhi e di come sia vissuto dal ''tāntrika'', dei suoi rapporti col cosmo in ultima analisi, è impresa velleitaria. Il corpo tantrico è fondamentalmente un testo nel senso lato del termine, uno strumento cioè per concettualizzare l'universo, le divinità, la [[lingua sanscrita]] e il linguaggio, la tradizione scritta stessa: qualcosa che la cultura di massa moderna al di fuori della tradizione certo non può comprendere né rendere. La visione del corpo tantrico da parte della [[civiltà occidentale]] è cosa emblematica, e rappresenterebbe un argomento in sé.<ref>Flood, ''The tantric body'', ''Op. cit.'', p. 5 e segg.</ref>
 
Gli elementi principali di questo corpo sono i "canali" (''[[nāḍī]]''), i "centri" o "ruote" (''[[cakra]]''), i "punti" (''[[bindu (induismo)|bindu]]''), il soffio vitale (''[[vāyu]]''). Va subito detto che non esiste una fisiologia univoca per il corpo yogico: il numero, le caratteristiche e le funzioni dei suoi componenti variano da tradizione a tradizione, da testo a testo. È in questo corpo che Kuṇḍalinī ''vive'' e si ''muove''.
 
La fisiologia più diffusa per il sistema di ''cakra'' e ''nāḍī'' è quella che deriva dalle tradizione tantrica che fa riferimento alla dea [[Kubjikā]], la Dea gobba, tradizione attestatasi nell'XI secolo. In questa sono descritti sette ''cakra'', collocati rispettivamente nelle zone del: perineo (''mūlādhāracakra''), genitali (''svādhiṣṭhānacakra''), plesso solare (''maṇipuracakra''), cuore (''anāhatacakra''), gola (''viśuddhacakra''), fronte (''ājñācakra''), sommità del capo (''sahasrāracakra'') Le ''nāḍī'' principali sono tre: una centrale, la ''suṣumnā'', e due laterali: ''iḍā'' e ''piṅgalā''.<ref>Flood, ''L'induismo'', ''Op. cit.'', p. 134.</ref>