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[[Immagine:Lituites.jpg|thumb|300px|Fragmocono di Lituites sp., dalla Cina (provincia di Hunan)]]
 
Sono state tentate estrapolazioni <ref>Westermann, 1973</ref> dei limiti massimi di profondità dell’habitat delle forme di nautiloidi estinte, basate su misure dello spessore e del raggio di curvatura dei setti di esemplari fossili calibrate con i dati relativi ai limiti di implosione della conchiglia di forme attuali (''[[Spirula spirula|''Spirula'']]'' e ''Nautilus'')<ref>Il setto è trattato analiticamente come un [[guscio (struttura)|guscio]] curvilineo concavo di tipo quasi-emisferico.</ref>. I risultati indicano limiti inferiori di profondità che vanno dai 100-150 [[metro|m]] per ''Discosorida'', ''Oncocerida'' e ''Tarphycerida'', ai 200&nbsp;m per ''Ellesmerocerida'' e ''Nautilida'' (forme paleozoiche), fino ai 450–500&nbsp;m per ''Endocerida'' e ''Orthocerida''. Questi valori sono basati sull'assunzione che la profondità massima abituale di queste forme fosse pari ai 2/3 del limite meccanico della conchiglia. Questi limiti appaiono abbastanza ragionevoli e in accordo con altri caratteri morfologici delle forme descritte (presenza di depositi camerali ed endosifonali, morfologia e spessore della conchiglia), distribuzione nei sedimenti e associazione faunistica. Tuttavia questa interpretazione, pur avendo ottenuto un certo successo, non è accettata univocamente dai ricercatori: le obiezioni più serie <ref>Chamberlain e Chamberlain, 1985</ref> riguardano:
 
* l’assunzione del ''Nautilus'' attuale come riferimento per la calibrazione delle misure eseguite sulle forme fossili, per significative differenze nella microstruttura del guscio in diverse forme fossili;
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