Gomorra e dintorni: differenze tra le versioni

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Ma la rinnovata disponibilità di cibo, la mancanza di obiettivi, la vita condotta prevalentemente al buio, minano la struttura della comunità e creano i presupposti per una piccola insurrezione, nella quale alcuni rimangono uccisi. Inoltre i pericoli non sono finiti: gli esseri umani non sono i soli occupanti del frutto delle Piante; i topi rappresentano un'insidia continua e il vecchio Anderson, che è stato morsicato, si ammala gravemente. Ridotto in fin di vita, chiede a Neil di radunare tutti: ha intenzione di passare lo scettro del comando del gruppo, che oramai conta solo ventiquattro persone, a Orville anziché al proprio primogenito. E qui, dopo aver allontanato gli altri, Neil uccide, soffocandolo, il padre che aveva designato un estraneo al posto di suo figlio come guida per la comunità. Dopo di che si autoproclama capo e decide di eliminare Orville. Sfortunatamente per lui, il suo gioco viene subito scoperto dall'occhio esperto di Alice Nemerov, che per questo verrà uccisa a sua volta. Ma la verità è trapelata, e Neil viene abbandonato al suo destino nel labirinto delle radici.
 
L'inverno è finito; la primavera fa sgorgare, impetuoso, un fiume di linfa nei vasi capillari delle Piante; è giunto il tempo del raccolto. Gli invasori sconosciuti raccolgono i frutti attraverso immani sistemi aspiranti, che causano a loro volta altre vittime. Dopo di che danno fuoco a tutto: la Terra è ricoperta da una coltre nera di cenere, che fa sperare che il tempo delle Piante sia finito. Sei superstiti emergono dal sottosuolo; custodiscono gli ultimi residui del frutto, sottratti ai ''«padroni del raccolto»''. Sperano così di sopravvivere fino all'estate. Ma, ancora una volta, il mondo si ricopre di un tappeto verde; in poche settimane le piantine divengono Piante, la Terra si riveste della foresta non più aliena, nell'attesa di un nuovo raccolto. I superstiti non hanno più speranze, progetti, avvenire; aspettano solo la fine della giornata. La [[profezia di Geremia]] sembra dar forma alla scena finale:
 
{{quote|Molti pastori hanno devastato la mia vigna,
 
 
* {{Cita libro
|autore= [[Thomas M. Disch]]
|titolo= The Genocides
|anno= [[1965]]
|editore= [[Berkley Books]]
|edizione=
|id=
}}.
* {{Cita libro
|autore= [[Thomas M. Disch]]
|titolo= Gomorra e dintorni
|altri= traduzione di Bianca Russo
|anno= [[1966]]
|editore= [[Arnoldo Mondadori Editore|Mondadori]]
|edizione= collana Urania n° 449
|id=
}}.
* {{Cita libro
|autore= [[Thomas M. Disch]]
|titolo= Gomorra e dintorni
|altri= traduzione di Bianca Russo
|anno= [[1978]]
|editore= [[Arnoldo Mondadori Editore|Mondadori]]
|edizione= collana Urania Classici n° 12
495 233

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