Differenze tra le versioni di "Ermanno Amicucci"

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{{Membro delle istituzioni italiane
{{F|politici italiani|luglio 2013}}
|nome = Ermanno Amicucci
|istituzione= Camera del Regno
|immagine =
|luogo_nascita = [[Tagliacozzo]]
|data_nascita = 5 gennaio [[1890]]
|luogo_morte = [[Roma]]
|data_morte = 20 settembre [[1955]]
|titolo =
|professione = giornalista
|partito = [[P.N.F.]]
|legislatura = [[XXVI Legislatura del Regno d'Italia|XXVI]], [[XXVII Legislatura del Regno d'Italia|XXVII]], [[XXVIII Legislatura del Regno d'Italia|XXVIII]], [[XXIX Legislatura del Regno d'Italia|XXIX]], [[XXX Legislatura del Regno d'Italia|XXX]]
|gruppo_parlamentare = PNF
|coalizione =
|circoscrizione =
|incarichi =
}}
{{Bio
|Nome = Ermanno
[[File:Ermanno amicucci.jpg|thumb|200px|Ermanno Amicucci]]
 
Laureato in scienze politiche, fu dapprima redattore dell'''[[Avanti!]]'' dal 1908 al 1910, dove conobbe [[Mussolini]], per poi divenire corrispondente dida Roma dei diversi quotidiani italiani [[Il Piccolo]] di Trieste e [[La Nazione]] di Firenze e in seguito del newyorkese ''[[Corriere d'America]]''.
 
Dopo aver aderito al fascismo, fu eletto nel [[1924]] deputato alla Camera nel [[Listone fascista]].
Dopo aver aderito al fascismo, fu deputato alla Camera, Consigliere nazionale della [[Camera dei Fasci e delle Corporazioni]] e sottosegretario di stato. Dal [[1927]] al [[1939]] fu direttore della ''[[Gazzetta del popolo]]''. Nel [[1938]] fu tra i firmatari del [[Manifesto della razza]] in appoggio all'introduzione delle [[leggi razziali fasciste]].
Dal [[1927]] al [[1939]] fu direttore della ''[[Gazzetta del popolo]]''.
Nel [[1929]] fu tra i promotori della prima [[scuole di giornalismo|scuola di giornalismo]] in Italia, a Roma.
 
Nel [[1938]] fu tra i firmatari del [[Manifesto della razza]] in appoggio all'introduzione delle [[leggi razziali fasciste]].
Nel periodo della [[Repubblica Sociale Italiana]], dall'ottobre [[1943]] all'aprile [[1945]], fu direttore del ''[[Corriere della Sera]]''.
 
Fu nel 1939 Consigliere nazionale della [[Camera dei Fasci e delle Corporazioni]] e [[sottosegretario di Stato]] al [[Ministero delle Corporazioni]], dal 4 novembre 1939 al 25 luglio [[1943]] <ref>http://storia.camera.it/deputato/ermanno-amicucci-18900105/governi#nav</ref>.
Condannato a morte per collaborazionismo, la pena gli venne commutata in trenta anni di reclusione, ma infine venne liberato con un'[[amnistia]].
 
Nel periodo della [[Repubblica Sociale Italiana]], dall'ottobre [[1943]] all'aprile [[1945]], fu direttore del ''[[Corriere della Sera]]''.
Condannato a morte per collaborazionismo, la pena gli venne commutata in trenta anni di reclusione, ma infine venne liberato con un'[[amnistia]] <ref>http://www.treccani.it/enciclopedia/ermanno-amicucci_(Enciclopedia_Italiana)/</ref>.
 
Riuscì a riprendere la propria attività di giornalista nel dopoguerra, e fu inviato speciale del ''[[Il Tempo]]'' e di ''[[Tempo illustrato]]'' dall'[[Argentina]].
 
Fu autore di scritti a carattere economico, politico e sociale. Fra i suoi libri, possono essere ricordati: ''Piccolo mondo dannunziano'', ''Nizza e l'Italia'', ''I 600 giorni di Mussolini''.
*''I 600 giorni di Mussolini. Dal Gran Sasso a Dongo'', Roma, Faro, 1948.
*''Eva Peron e il suo libro La razon de mi vida'', Roma, Ed. Ist. Culturale Italo Argentino, 1952.
==Note==
<references/>
 
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contributi