Differenze tra le versioni di "Cenis"

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Cenis mutò il nome in '''Ceneo''' (greco Καινεύς ''Kaineús'', [[lingua latina|latino]] ''Caenus''), divenendo un fortissimo guerriero e guidando con successo gli eserciti lapiti in battaglia. Ceneo generò anche un figlio, chiamato anche lui [[Corono]], che fu ucciso molti anni dopo da [[Eracle]] durante uno scontro. Ceneo si fece presto prendere la mano, e pieno di orgoglio per il suo successo arrivò a piantare una [[lancia (arma)|lancia]] nel mezzo della piazza del mercato della [[città]] in cui risiedeva, e costrinse tutti a venerarlo come se fosse una [[divinità]]. [[Zeus]] si indispettì per questo comportamento e decise di punirlo. Quando Ceneo partecipò al [[matrimonio]] di [[Piritoo]] e [[Ippodamia (Piritoo)|Ippodamia]], durante il quale si scatenò la celebre lotta tra Lapiti e [[Centauri]] (vedi: [[Storia di Teseo e Piritoo]]), Zeus indusse i Centauri ad accanirsi contro di lui e ucciderlo. Ceneo ebbe la meglio su molti di loro, perché grazie alla sua invulnerabilità gli attacchi dei Centauri andavano a vuoto; alla fine però venne sotterrato a colpi di tronchi d'albero e finito con terra e pietre, morendo [[soffocamento|soffocato]].
 
Secondo quanto racconta [[Ovidio]] (libro XII delle [[Metamorfosi (Ovidio)|Metamorfosi]]), [[Mopso]] scorse la sua anima volare via da sotto la catasta d'alberi in forma d'uccello dalle ali fulve, visto solo in quell'occasione: ma una volta giunta nell'Ade, essa riprese forme umane e femminili (Virgilio, ''Eneide'', VI); del resto al momento del [[funerale]] ci si accorse che anche il corpo di Ceneo era nuovamente quello di una donna.
 
Al momento del [[funerale]] ci si accorse che il corpo di Ceneo aveva ripreso forme femminili.
 
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