Differenze tra le versioni di "Editoria accademica"

aggiunta del paragrafo "crisi della comunicazione scientifica"
(ampliamento Storia)
(aggiunta del paragrafo "crisi della comunicazione scientifica")
In quel periodo , soprattutto negli Stati Uniti, in Europa ed in Giappone , vi fu una grande espansione dell'attività di ricerca nelle università. Di pari passo aumentò notevolmente la richiesta di pubblicare e diffondere le pubblicazioni allargando sempre di più i circuiti della diffusione.
Le principali riviste scientifiche godettero improvvisamente di un mercato piuttosto grande e sicuro. Stava pian piano venendo a crearsi , in modo inatteso, un nuovo fenomeno potenzialmente lucrativo a favore degli editori commerciali.
 
== La crisi della comunicazione scientifica ==
 
La crisi cominciò a venire in superficie nei primi anni Settanta, quando gli interessi dell'industria editoriale presero a bersaglio le riviste scientifiche . I prezzi dei periodici iniziarono a salire rapidamente sino a raggiungere costi insostenibili per le biblioteche, che rappresentano il principale target di riferimento per l’editoria accademica.
 
Alla fine degli anni Ottanta, il nuovo sistema editoriale era stabilmente radicato; le sue conseguenze finanziarie erano divenute così dannose da provocare alcune serie manifestazioni di malcontento da parte dei bibliotecari, che videro da quegli anni sino ai giorni nostri una forte diminuzione del loro potere d'acquisto. Quello che succedeva, e che succede tutt'ora , è che l'università prima paga i ricercatori del proprio ateneo , costretti a pubblicare per garantire l'avanzamento della propria carriera accademica, poi affronta costi sempre più elevati per pubblicare presso editori commerciali i risultati di quelle ricerche, e infine paga nuovamente gli editori che rivendono le pubblicazioni alle biblioteche e ai dipartimenti delle stesse università che le hanno prodotte.
 
==Processo di pubblicazione==
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