Differenze tra le versioni di "Conclave del 1958"

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Benché negli ultimi anni le condizioni di salute di [[Papa Pio XII|Pio XII]] apparissero precarie, la straordinaria personalità del pontefice romano non aveva permesso il formarsi di una linea alternativa alla sua visione monolitica della Chiesa cattolica. Il papa, inoltre, non creava nuovi cardinali dal [[concistoro]] del 12 gennaio [[1953]], con il risultato che importanti prelati quali l'[[Arcidiocesi di Milano|arcivescovo di Milano]] [[Papa Paolo VI|Giovanni Battista Montini]] e il pro-segretario di Stato [[Domenico Tardini]], risultavano "di fatto" esclusi da una possibile successione.
 
L'orientamento generale della maggior parte del [[collegio cardinalizio]], dopo il quasi ventennale pontificato di Pio XII, quindi, propendeva verso l'elezione di un papa anziano, di transizione.<ref name=lai1993p140>{{cita|Lai|p. 140.|Lai}}</ref> Questo orientamento ricorreva già da anni nei rapporti diplomatici che le ambasciate accreditate in [[Città del Vaticano|Vaticano]] inviavano ai loro governi per tenerli aggiornati sugli orientamenti a proposito del nuovo papa.<ref name=Zizola211>{{cita|Zizola|p. 211.|Zizola}}</ref> Anche l'ambasciatore italiano Francesco Giorgio Mameli, in un rapporto del [[1954]] al [[Ministri degli esteri della Repubblica Italiana|ministro degli esteri]] [[Attilio Piccioni]], parlò della tendenza dei cardinali a orientarsi verso un porporato anziano per un papato di transizione.<ref name=Zizola211/> Tale rapporto indicava tre possibili papabili nei cardinali [[Alfredo Ottaviani]], [[Giacomo Lercaro]] e [[Ernesto Ruffini]] e nell'arcivescovo di Napoli, [[Marcello Mimmi]], un possibile outsider. Qualora fosse prevalsa la preferenza per una personalità proveniente dalla diplomazia, il rapporto identificava nel [[Patriarcato di Venezia|patriarca di Venezia]] [[Papa Giovanni XXIII|Angelo Giuseppe Roncalli]] e nel cardinale armeno [[Krikor Bedros XV Aghagianian|Gregorio Pietro Agagianian]] coloro che avrebbero riscosso i maggiori consensi.<ref>{{cita|Zizola|p. 212.|Zizola}}</ref>
 
== Formazione e composizione del conclave ==
Il cardinale [[Clemente Micara]] propose anche il nome dell'arcivescovo di Milano [[Papa Paolo VI|Giovanni Battista Montini]], benché non fosse ancora cardinale, ma forse più per una sorta di dimostrazione affettiva che per una reale intenzione di voto.<ref name=Zizola220>{{cita|Zizola|p. 220.|Zizola}}</ref>
 
L'elezione alla carica di [[Camerlengo (Chiesa cattolica)|camerlengo]] del cardinale [[Benedetto Aloisi Masella|Aloisi Masella]] ebbe l'effetto di indirizzare una parte delle preferenze dei "curiali" in favore di quest'ultimo; un'altra parte sembrava propendere per [[Krikor Bedros XV Aghagianian|AgagianianAghagianian]] e una terza per [[Papa Giovanni XXIII|Roncalli]]. Quest'ultimo, inoltre, sembrava riscuotere i favori dei cardinali francesi.<ref name=Zizola220/>
 
Nelle giornate immediatamente precedenti all'apertura del conclave, [[Angelo Giuseppe Roncalli]] registra nel diario un "gran movimento di farfalle" intorno alla sua persona, alludendo alle molteplici visite ricevute nel suo alloggio di Via Aurelia. Gli fece visita due volte l'anziano cardinale [[Elia Dalla Costa|Dalla Costa]] di Firenze, comunicandogli il suo appoggio, insieme a quello del cardinale [[Maurilio Fossati]]; anche numerosi cardinali francesi gli dichiararono la disponibilità del loro gruppo a votarlo.<ref name=Zizola220s>{{cita|Zizola|p. 220 e succ.|Zizola}}</ref> Prima del conclave, Roncalli ebbe colloqui personali anche con Tardini, Ottaviani e Masella.<ref> {{cita web|http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/conclave-22859/|Papa "buono": fu vera sorpresa?|25 marzo 2013}}</ref>
 
== Le votazioni ==
Le votazioni iniziarono il 25 ottobre [[1958]] con le candidature principali di Roncalli e AgagianianAghagianian, fiancheggiate da quelle di Aloisi Masella, Ruffini ed altri, quanto meno nei primi turni<ref name=Zizola220s/>. Per Roncalli ci sarebbero stati inizialmente una ventina di voti, diciotto per Agagianian, quattro per Lercaro, due a Montini e altri a Valeri<ref name=Zizola220s/>.
 
La mattina del 27 ottobre avrebbe preso corpo la candidatura Aloisi Masella, con circa diciotto voti, senza intaccare il pacchetto dei voti di AgagianianAghagianian e Roncalli. I consensi di Masella, tuttavia, si sarebbero già erosi in serata, scendendo a circa dieci. Al nono-decimo scrutinio sarebbero scesi intorno alla decina anche i voti in favore di AgagianianAghagianian.<ref name=Zizola220s/>
 
Nel decimo scrutinio, infatti, Roncalli, con trentuno-trentadue voti, sfiorò l'elezione e, nel pomeriggio del 28 ottobre, all'undicesimo, con trentasei voti, raggiunse il quorum necessario e salì al soglio pontificio.<ref name=Zizola220s/>
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