Differenze tra le versioni di "Instabilità di Kelvin-Helmholtz"

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[[File:Kelvin-Helmholtz Instability.ogv|thumb|right|479px|Simulazione numerica dell'instabilità di Kelvin–Helmholtz]]
L’'''instabilità di Kelvin – Helmholtz''' è un tipo di [[instabilità fluidodinamica]] che si presenta quando i diversi strati di un fluido sono in moto relativo gli uni rispetto agli altri. Fu scoperta e studiata da [[William Thomson| Lord Kelvin]] e da [[Hermann von Helmholtz| Helmholtz]], e successivamente anche da [[John William Strutt Rayleigh| Rayleigh]]. <br>
L’esempio più semplice che si può concepire, in due dimensioni, è quello di undue [[fluido perfettoideale|fluidi ideali]] presentecon ininterfaccia duepiana regionie affiancatedifferenza dello spazio: nella prima il fluido è a riposo, nella seconda si muove condi [[velocità]] costanteuniforme. Se l’interfaccia che separa le due regioni subisce una piccola perturbazione, particelle di fluido che erano a riposo (cioè con velocità nulla) si vengono a trovare nella regione dove regna una velocità finita (e viceversa). Questo scompenso crea un’instabilità: l’ampiezza della perturbazione diventa sempre più ampia e le particelle delle due diverse regioni si mescolano tra loro, formando dei vortici e facendo perdere definitivamente la configurazione che era presente all’inizio. Una configurazione come quella appena descritta, in questo caso semplice, è sempre instabile, per quanto piccola possa essere la perturbazione iniziale.
 
Situazioni più complesse e realistiche sono anch’esse soggette all’instabilità di Kelvin – Helmholtz, e possono essere studiate: si può prendere in considerazione l’effetto della [[viscosità]] del fluido, di una [[densità]] non omogenea, della [[tensione superficiale]], della [[gravità]], di un [[campo magnetico]], ecc.
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