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Lo sbarco in Marocco fu affidato al generale americano [[George Patton]], che divise le sue forze in tre parti: il fianco sinistro, a nord, doveva sbarcare a ''Port Lyautey'', mentre il centro avrebbe preso terra a ''Fedala'' 18 km a nord di Casablanca, per ricongiungersi con le forze che costituivano il fianco meridionale della forza da sbarco, sbarcate frattanto a ''Safi'', più a sud.
L'8 novembre [[1942]] le forze americane misero piede in Marocco, e a Port Lyautey iniziarono subito i problemi: i mezzi da sbarco furono investiti dal fuoco delle postazioni di mitragliatrici francesi sulla spiaggia, ma le truppe statunitensi riuscirono ad aver ragione di questa opposizione e a conquistare una testa di ponte. Ma non era finita qui; anche l'aviazione transalpina fece la sua parte, con continui mitragliamenti alle inermi truppe americane prive di [[contraerea|armi contraeree]] (che dovevano ancora essere sbarcate).
{{Tripla immagine|right|Pattonphoto.jpg|140|Lloyd fredendall.jpg|120|Charles ryder.jpg|115|Il generale [[George Patton]]|Il generale [[Lloyd Fredendall]]|Il generale [[Charles W. Ryder]]}}
 
Intanto a sud, il corpo centrale stava raggiungendo i pressi di Casablanca, a poca distanza dal fianco destro, ma anche qui sorse una grande difficoltà, la [[corazzata]] francese ''Jean Bart'', ormeggiata nel porto di Casablanca e armata con potenti cannoni da 381 mm, aprì il fuoco sulle imbarcazioni americane, e prontamente le rispose la corazzata statunitense [[USS Massachusetts (BB-59)|''USS Massachussets'']]. Anche le forze di terra al servizio di Vichy non fecero attendere la loro reazione, che fu tuttavia piuttosto blanda ed inefficace. Una volta che la Jean Bart fu messa a tacere, le truppe americane poterono finalmente prendere terra e iniziare la loro marcia di avvicinamento a Casablanca.