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Alla fine degli anni Trenta del Settecento, Prospero Lambertini (in procinto di diventare pontefice col nome di Benedetto XIV) sentì il bisogno di chiarire, nel suo famoso trattato intitolato "De Servorum Dei Beatificatione et Beatorum Canonizatione", che alcuni cadaveri si conservavano incorrotti solo per l’intervento di cause naturali o perché erano stati sottoposti a un’imbalsamazione artificiale<ref>P. Palmieri, La santa, i miracoli e la Rivoluzione. Una storia di politica e devozione, Bologna, Il Mulino, 2012. ISBN 978-88-15-24107-8, pp. 34-39</ref>.
 
Non a caso, negli stessi anni, tornò alla ribalta la vicenda di Caterina da Bologna. Secondo i biografi del XV e XVI secolo, i resti mortali della donna avevano mostrato ai fedeli spettacoli strabilianti, muovendosi autonomamente, inginocchiandosi di fronte all’altare e emettendo suoni inquietanti. I moderni critici erano più propensi a pensare che certi racconti fossero frutto della fantasia o del fervore devoto: Caterina, secondo loro, era stata mummificata da abili specialisti, allo scopo di impressionare i fedeli più ingenui e creduloni<ref>http://santamiracolierivoluzione.it/corpi-incorrotti-santi/</ref>{{cn|, ma recenti ricerche effettuate sulla mummia attestano che il processo di imbalsamazione è avvenuto naturalmente senza interventi da parte dell'uomo.
 
Tra le leggende nata intorno alle spoglie terrene della prodigiosa Santa bolognese è degna di nota quella che narra il fatto che ancor oggi le consorelle Clarisse debbano ogni anno tagliare le unghie alla Santa, unghie che non hanno mai smesso di crescere.}}
 
Ogni anno dall'8 al 16 marzo, al Monastero del Corpus Domini, che racchiude il Santuario, si celebra un Ottavario in onore di Santa Caterina, co-patrona di Bologna.