Differenze tra le versioni di "Editoria accademica"

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==Storia==
 
L'editoria accademica moderna nasce nel XVII secolo,con il [[Journal des savants]], fondato da [[Denis de Sallo]] il 5 gennaio del 1665 , seguito due mesi dopo dal [[Philosophical transactions of the Royal Society]], pubblicato da [[Henry Oldenburg]] il 6 marzo del 1665. Il proposito era quello di domare e tenere sotto controllo la "paternità scientifica", le controversie di priorità e le polemiche intellettuali . In quegli anni infatti la mancanza di un registro pubblico aveva condotto i ricercatori a ricorrere a strane tattiche per assicurare i loro diritti di paternità intellettuale, per esempio annunciando le proprie scoperte attraverso anagrammi indecifrabili che assicurassero la loro priorità, quello che oggi chiameremo [[copyright]].
 
 
== La crisi della comunicazione scientifica ==
 
=== Le origini e le cause ===
 
La crisi cominciò a venire in superficie nei primi anni Settanta, quando gli interessi dell'industria editoriale presero a bersaglio le [[riviste scientifiche]] . I prezzi dei periodici iniziarono a salire rapidamente sino a raggiungere costi insostenibili per le biblioteche, che rappresentano il principale target di riferimento per l’editoria accademica.
 
Alla fine degli anni Ottanta, il nuovo sistema editoriale era stabilmente radicato; le sue conseguenze finanziarie erano divenute così dannose da provocare alcune serie manifestazioni di malcontento da parte dei bibliotecari, che videro da quegli anni sino ai giorni nostri una forte diminuzione del loro [[potere d'acquisto]]. Quello che succedeva, e che succede tutt'ora tuttora, è che l'università prima paga i ricercatori del proprio ateneo , costretti a pubblicare per garantire l'avanzamento della propria carriera accademica (publish or perish), poi affronta costi sempre più elevati per pubblicare presso editori commerciali i risultati di quelle ricerche, e infine paga nuovamente gli editori che rivendono le pubblicazioni alle biblioteche e ai dipartimenti delle stesse università che le hanno prodotte.
La diminuzione, relativa ma anche assoluta, del potere di acquisto da parte del principale acquirente, pone quindi il settore dell’editoria accademica in un momento di particolare complessità , caratterizzato da un rapido mutamento delle politiche editoriali, quello della pubblicazione esclusiva di opere prestigiose, che garantiscano cioè un mercato sicuro, onde evitare di lavorare in perdita<ref> {{cita libro|nome=Mauro|cognome=Guerrini|titolo=La biblioteca spiegata agli studenti universitari|anno=2012|editore=Editrice Bibliografica|città=Milano|ISBN=9788870757231.}}</ref>
 
=== Le strategie ===
 
Negli anni 90 , la consapevolezza delle opportunità offerte dall'avvento delle nuove tecnologie informatiche, nella creazione e nella diffusione del sapere e nella modalità stessa di fare ricerca , ha avviato tante iniziative e progetti innovativi, nel mondo della ricerca e delle biblioteche , con l'ambizione di migliorare , se non sostituire , l'attuale sistema di diffusione dell’informazione scientifica.