Differenze tra le versioni di "Il profeta (film 1968)"

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== Trama ==
Pietro Breccia ([[Vittorio Gassman]]), è un uomo che da tempo ha deciso di abbandonare la civiltà diventando un [[eremita]], lasciandosi alle spalle il logorio della vita moderna, il [[consumismo]], e tutte le inutilità della civiltà dei consumi stessa. Da anni vive in solitudine sul [[monte Soratte]], nei pressi di [[Roma]]. Un giorno viene scovato da una troupe televisiva, che fiutando lo scoop, decide di documentare il curioso eremitaggio dell'uomo. Da quel momento per Breccia finisce la pace. Suo malgrado viene risucchiato in società, dato che l'improvvisa notorietà, che ha svelato la sua identità passata, lo costringe a scendere dal monte per rispondere davanti alla giustizia di qualche suo passato problema con la legge. Durante il soggiorno in città, Breccia viene sedotto da Maggie ([[Ann-Margret]]), una giovane [[hippy]] dalla sessualità molto disinibita, che lo costringe ad infrangere il voto di castità tanto strenuamente mantenuto nel corso degli anni. In aggiunta, un losco individuo senza scrupoli ([[Oreste Lionello]]) cerca in tutti i modi di sfruttare la bizzarra storia dell'uomo per ricavarne profitti economici. Alla fine Breccia si farà convincere a lucrare sulla propria fama, rinnegando pian piano tutti i suoi principi filosofici, ed aprendo infine un ristorante nella capitale.
 
Da quel momento per Breccia finisce la pace. Suo malgrado viene risucchiato in società, dato che l'improvvisa notorietà, che ha svelato la sua identità passata, lo costringe a scendere dal monte per rispondere davanti alla giustizia del mancato versamento delle tasse durante gli anni di eremitaggio.
 
Durante il soggiorno in città, Breccia viene sedotto da Maggie, una giovane [[hippy]] dalla sessualità molto disinibita, che lo costringe ad infrangere il voto di castità tanto strenuamente mantenuto nel corso degli anni. In aggiunta, un losco individuo senza scrupoli cerca in tutti i modi di sfruttare la bizzarra storia dell'uomo per ricavarne profitti economici.
 
Alla fine Breccia si farà convincere a lucrare sulla propria fama, rinnegando pian piano tutti i suoi principi filosofici, ed aprendo infine un ristorante nella capitale.
 
== Critica ==