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→‎Alcaloidi e chemioterapia antitumorale: Aggiunti collegamenti a paclitaxel e docetaxel
 
Un'altra classe di alcalodi impiegata correntemente nella [[chemioterapia]] è quella dei ''"taxani",'' alcaloidi isolati dal ''Taxus canadensis'' e risultati molto attivi in diversi [[carcinoma|carcinomi]] e [[sarcoma|sarcomi]] umani, mentre il loro impiego nelle emopatie maligne è nullo.
Il loro meccanismo d'azione è esattamente opposto a quello della colchicina: invece di impedire la costruzione dei microtubuli, impediscono il loro disassemblamento per ricreare nuove strutture microtubulari (effetto di "congelamento" strutturale). Il primo ad essere sperimentato fu il '''[[paclitaxel]]'''; sono stati sintetizzati tuttavia derivati con minore tossicità e maggiore [[biodisponibilità]], come il '''[[docetaxel]]'''.
 
Un ultimo gruppo che è entrato recentemente nella fase di sperimentazione clinica sono gli alcalodi isolati dalla ''Camptotheca acuminata''. Il prototipo è la '''camptotecina''', che ha come bersaglio non direttamente il [[DNA]], ma un enzima nucleare deputato alla stabilizzazione dell'intero [[genoma]], la '''topoisomerasi'''. È risultata attiva contro molte forme di tumore solido e sono stati sintetizzati anche dei suoi derivati leggermente più efficaci e contemporaneamente meno tossici. Tre di questi sono la '''9-nitro-camptotecina''', il '''TPT o Topotecano''', il '''CPT-11 o Irinotecano''' e l''''Edotecarin'''.
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