Differenze tra le versioni di "Americano rosso"

→‎Critica: fuori nota i nomi dei recensori e le testate (peraltro mancano gli estremi bibliografici precisi: almeno data di pubblicazione se non anche il n. pagina
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==Critica==
«Si segue tutto con piacere. Il racconto è disinvolto, i suoi ritmi sono sciolti e vivaci e tutti i personaggi, non solo i due principali, hanno sempre il loro colore e il loro segno.»<ref> ([[Gian Luigi Rondi]], ''[[Il Tempo]]''</ref>)
 
«''Americano rosso'' è un film senza grandi ambizioni, gradevolmente vivace, diretto dall'esordiente Alessandro D'Alatri, anni 36, con simpatica attenzione ai tipi e ai costumi dell'età fascista. Una commedia che pur difettando di spessore offre un piacevole intrattenimento. Il punto di forza del film è peraltro rappresentato dagli interpreti.»<ref> ([[Giovanni Grazzini]], ''[[Il Messaggero]]''</ref>)
 
«Tutto il film, più illustrativo che d'autore, si distingue per accuratezza e qualità produttiva. Accanto ai registi giovani, anche scrittori, attori e tecnici sono cresciuti a formare una nuova generazione interessante del cinema italiano.»<ref> ([[Lietta Tornabuoni]], ''[[La Stampa]]''</ref>)
 
«Al film viene voglia di chiedere di più incoraggiati dal suo scorrere piacevole. Bentivoglio e Burt Young sono affiancati da interpreti ugualmente bravi, da Valeria Milillo a Sabrina Ferilli, Massimo Ghini e Eros Pagni.»<ref> ([[Alfio Cantelli]], ''[[Il Giornale]]''</ref>)
 
«''Americano rosso'', coniuga cinema con letteratura, Italia con America, realismo con fantasia. Il film offre all'esordiente regista Alessandro D'Alatri l'occasione per misurarsi con successo nelle vocazioni di certe godibili atmosfere del '34 dove un giusto sentimento del tempo conta più dei soldi.»<ref> ([[Tullio Kezich]], ''[[Il Corriere della Sera]]''</ref>)
 
==Note==
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