Differenze tra le versioni di "Pier Paolo Pasolini"

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È considerato uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del [[XX secolo]]. Dotato di un'eccezionale versatilità culturale,<ref group=Nota>''La grande energia che l'opera di Pasolini continua a trasmettere nel mondo è dovuta alla pluralità di campi d'intervento, alle incursioni piratesche in terreni al di fuori delle sue competenze e di mostrare le incoerenze, i punti deboli del sistema, e soprattutto la sua capacità di porre dubbi, seminare interrogativi, abbattere verità accettate convenzionalmente. Pasolini era uno straordinario uomo-orchestra, un [[re Mida]] che dominava i materiali espressivi più eterogenei, trasformandoli al minimo contatto'' ([[Gian Piero Brunetta]], in ''Cent'anni cinema italiano'', Laterza, Bari 1991 - p. 494)</ref> si distinse in numerosi campi, lasciando contributi come [[Poesia|poeta]], [[Romanzo|romanziere]], [[drammaturgo]], [[linguistica|linguista]], [[giornalista]] e [[cineasta]].
 
Attento osservatore della trasformazione della società dal [[secondo dopoguerra]] sino alla metà degli [[anni 1970|anni settanta]], suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente [[consumismo|società dei consumi]] italiana, come anche nei confronti del [[Sessantotto]] e dei suoi protagonisti. Il suo rapporto con l'[[omosessualità]] è stato al centro del suo personaggio pubblico.<ref>[http://www.pasolini.net/narrativa_amadomio.htm Amado mio - Narrativa di Pasolini - Pagine corsare<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>
 
== L'infanzia e la giovinezza ==
Di ritorno da Casarsa all'inizio dell'autunno scoprì di aver nel cuore la lingua friulana e tra gli ultimi mesi del 1941 e i primi del [[1942]] scrisse i versi che, raccolti in un libretto intitolato ''Poesie a Casarsa'', verranno pubblicati il 14 luglio 1942,<ref>{{cita|Siciliano|p. 66}}</ref> a spese dell'autore, e saranno subito notati da [[Gianfranco Contini]] (che gli dedicherà una recensione positiva),<ref>{{cita|Siciliano|p. 67}}</ref> da [[Alfonso Gatto]] e dal critico [[Antonio Russi]].
Nel luglio 1942 passa tre settimane in un campo di addestramento per allievi ufficiali presso [[Porretta Terme]].<ref>{{cita|Naldini|p. 51}}</ref>
 
A Bologna intanto riprese la fervida vita culturale, che si svolse all'interno dell'università, e, anche perché incoraggiato dal giudizio positivo che [[Francesco Arcangeli]] aveva dato ai suoi quadri, chiese di svolgere una tesi di laurea sulla pittura italiana contemporanea con [[Roberto Longhi (storico dell'arte)|Roberto Longhi]], docente di [[Storia dell'arte]].<ref>{{cita|Siciliano|p. 65}}</ref> Di questa tesi, il cui manoscritto andrà perduto durante i giorni dell'[[Armistizio di Cassibile|otto settembre del 1943]], Pasolini abbozzerà solamente i primi capitoli per poi rinunciarvi e passare a una tesi più motivata sulla poesia del [[Giovanni Pascoli|Pascoli]].<ref>{{cita|Naldini|p. 326}}</ref> Scelto come relatore il suo professore di [[letteratura italiana]] [[Carlo Calcaterra]], Pasolini lavorò al progetto dell<nowiki>'</nowiki>''Antologia della poesia pascoliana (introduzione e commenti)'' tra il 1944 e il 1945, mettendo a punto, dopo un'ampia introduzione in cui sono esposte e discusse le premesse teoriche della tesi, una personale selezione di testi provenienti dalle differenti raccolte del Pascoli, analizzati e commentati con sensibilità peculiare. il 26 novembre, Pasolini discusse, ''[[magna cum laude]]'', la tesi di [[laurea]],<ref>{{cita|Siciliano|p. 104}}</ref> ma solo nel 1993 l<nowiki>'</nowiki>''Antologia'' vide la luce per i tipi della casa editrice [[Einaudi]].
 
Continuava intanto a tenersi in contatto epistolare con gli amici, ai quali questa volta non volle nascondere nulla, raccontando quanto gli stava capitando:
{{Citazione|Ho voglia di essere al Tagliamento, a lanciare i miei gesti uno dopo l'altro nella lucente cavità del paesaggio. Il Tagliamento qui è larghissimo. Un torrente enorme, sassoso, candido come uno scheletro. Ci sono arrivato ieri in bicicletta, giovane indigeno, con un più giovane indigeno di nome Bruno…|Lettera a Luciano Serra del 22 luglio 1943.<ref>{{cita|Siciliano|p. 57}}</ref>}}
Alla vigilia dell'[[Armistizio di Cassibile|Armistizio]], Pasolini fu chiamato alle armi. Costretto ad arruolarsi a [[Pisa]] il primo settembre [[1943]], una settimana dopo, l'8 settembre, disobbedì all'ordine di consegnare le armi ai [[Germania|tedeschi]] e riuscì a fuggire dalla deportazione travestito da contadino e a rifugiarsi a [[Casarsa della Delizia|Casarsa]].<ref>{{cita|Siciliano|p. 74}}</ref> Lì c'erano alcuni giovani appassionati di poesia (Riccardo Castellani, Cesare Bortotto, Ovidio Colussi, Rico de Rocco e il cugino [[Nico Naldini]]) con i quali fondò l'[[Academiuta di lenga furlana]] che si proponeva di rivendicare l'uso letterario del friulano casarsese contro l'egemonia di quello udinese. Il nuovo gruppo si propose di pubblicare una rivista che fosse in grado di rivolgersi al pubblico del paese e nello stesso tempo promuovere la sua poetica. Il primo numero della rivista uscì nel maggio del [[1944]] con il titolo "Stroligùt di cà da l'aga" ("Lunario [pubblicato] di qua dell'acqua [il Tagliamento]"). Nel frattempo la tranquillità di Casarsa era compromessa dai [[Bombardamento|bombardamenti]] e dai rastrellamenti di fascisti per l'arruolamento forzato nel nuovo esercito della [[Repubblica di Salò]] e cominciavano a formarsi i primi gruppi [[Partigiano|partigiani]]. Pier Paolo cercò di astrarsi il più possibile dedicandosi agli studi e alla poesia, e intanto aprì in casa sua una piccola scuola privata per quegli studenti che a causa dei bombardamenti non potevano raggiungere le scuole di [[Pordenone]] o il ginnasio di [[Udine]].<ref>{{cita|Siciliano|p. 79}}</ref>
 
Nel frattempo la tranquillità di Casarsa era compromessa dai [[Bombardamento|bombardamenti]] e dai rastrellamenti di fascisti per l'arruolamento forzato nel nuovo esercito della [[Repubblica di Salò]] e cominciavano a formarsi i primi gruppi [[Partigiano|partigiani]]. Pier Paolo cercò di astrarsi il più possibile dedicandosi agli studi e alla poesia, e intanto aprì in casa sua una piccola scuola privata per quegli studenti che a causa dei bombardamenti non potevano raggiungere le scuole di [[Pordenone]] o il ginnasio di [[Udine]].<ref>{{cita|Siciliano|p. 79}}</ref> Nell'ottobre del [[1944]] Pier Paolo e la madre – il fratello Guido si era intanto unito alle formazioni partigiane della [[Carnia]] – si trasferirono a [[Versuta]], che sembrava essere un luogo più tranquillo e lontano dagli obiettivi militari. Nel villaggio mancava la scuola e i ragazzi dovevano percorrere più di un chilometro per raggiungere la loro sede scolastica. Susanna e Pier Paolo decisero così di aprire una scuola gratuita nella loro casa. In questo periodo Pier Paolo visse il suo primo [[amore]] per un allievo tra i più grandi («In quelle membra splendevano un'ingenuità, una grazia… o l'ombra di una razza scomparsa che durante l'adolescenza riaffiora») e, al contempo, si innamorò di lui una giovane [[violinista]] [[Slovenia|slovena]], Pina Kalc (Josipina Kalc), che aveva raggiunto con la sua famiglia il rifugio di Pasolini. La vicenda del ragazzo e l'amore di Pina per lui si intrecciarono complicando dolorosamente quei lunghi mesi che mancavano alla fine della [[guerra]].<ref>{{cita|Zanzotto&Naldini|p. 39}}</ref>
 
Il 7 febbraio del [[1945]], [[Guido Pasolini|Guido]], il fratello diciannovenne di Pier Paolo fu ucciso, insieme ad altri 16 partigiani della [[Brigata Osoppo]], a [[Attimis|Porzus]], in [[Friuli]], da una milizia di partigiani [[comunismo|comunisti]] in quello che fu ricordato come l'[[Eccidio di Porzus]].<ref>{{cita|Siciliano|p. 92-93}}</ref> Questa notizia fu data a Pasolini il 2 maggio 1945 dal suo amico partigiano Cesare Bortotto gettando Pier Paolo e la madre in un terribile strazio.<ref>{{cita|Siciliano|p. 94}}</ref> Proseguirono comunque le lezioni nella piccola scuola di Versuta, dove Pier Paolo era considerato un vero maestro. Il 18 febbraio dello stesso anno venne fondata l'"[[Academiuta di lenga furlana]]"<ref name=autogenerato2>{{cita|Siciliano|p. 99}}</ref> che raccoglieva un piccolo gruppo di [[neòteroi]]<ref group=Nota>Al di là del senso stretto, che può essere approfondito consultando il link nel testo principale, l'espressione ''neòteroi'' si può usare anche a proposito «di poeta, di scuola poetica che tende ad innovare il linguaggio e i temi tradizionali» (''Grande Dizionario Garzanti Italiano 2009'', Editore GARZANTI, 2007, ISBN 88-480-0305-2, 9788848003056, voce: "neoterico")</ref> e che, sulle basi delle esperienze precedenti di Pier Paolo, fondò i principi del [[felibrismo]] regionale:
In quello stesso anno si dedicò al suo amore per il cinema scrivendo le sceneggiature de ''La giornata balorda'' di Bolognini, ''Il carro armato dell'8 settembre'' per [[Gianni Puccini]], ''[[La lunga notte del '43]]'' per [[Florestano Vancini]] tratto dal racconto di Bassani e [[Il bell'Antonio (film)|Il bell'Antonio]] tratto dal romanzo di [[Vitaliano Brancati]].
 
Si era intanto prospettato alla sua mente il progetto di scrivere un film in proprio con un soggetto dal titolo ''La commare secca'', ma i fatti di luglio, con i drammatici giorni del [[governo Tambroni]], gli faranno mettere da parte il progetto per scrivere il soggetto di [[Accattone]]. Pasolini provò a proporre il soggetto alla casa di produzione dell'amico Fellini, la ''Federiz''. Fellini gli chiese di girare due intere scene di prova, ma il girato non piacque alla produzione che lo rifiutò.<ref>{{cita|Murri|p. 19}}</ref> L'amico Bolognini gli trovò un [[produttore cinematografico|produttore]], [[Alfredo Bini]] (a cui si associò [[Cino del Duca]]), al quale Pier Paolo spiegò come voleva fosse girato il film: molti primi piani, prevalenza dei personaggi sul paesaggio e soprattutto grande semplicità. Protagonista sarà [[Franco Citti]], il fratello di [[Sergio Citti|Sergio]] e aiuto regista [[Bernardo Bertolucci]] al suo primo film.<ref name="Murri20">{{cita|Murri|p. 20}}</ref> le riprese del film l<nowiki>'</nowiki>''Accattone'' furono ultimate nel luglio del 1961, il film non ottenne il visto della censura per la proiezione nelle sale italiane, ma verrà lo stesso presentato, il 31 agosto 1961 al [[Festival di Venezia]], fuori concorso.<ref name="Murri20"/> Non particolarmente apprezzato dalla critica italiana, a [[Parigi]], dove venne presto proiettato, ricevette invece il giudizio entusiastico di [[Marcel Carné]] e di [[André Chamson]]. Dopo la tempestosa accoglienza alla Mostra di Venezia ''Accattone'' divenne il primo film italiano a ottenere il divieto ai minori di anni 18.<ref name="Murri20"/> La prima del film a Roma, al cinema Barberini, il 23 novembre 1961, vede l'irruzione di un gruppo di neofascisti che interrompono la proiezione, aggredendo gli spettatori e vandalizzando la sala.<ref>{{cita|Siciliano|p. 344-345}}</ref>
La prima del film a Roma, al cinema Barberini, il 23 novembre 1961, vede l'irruzione di un gruppo di neofascisti che interrompono la proiezione, aggredendo gli spettatori e vandalizzando la sala.<ref>{{cita|Siciliano|p. 344-345}}</ref>
[[File:Balletti verdi - Il Borghese, 22-12-60 1 - La morale comunista.jpg|175px|right|thumb|alt= Pasolini parla a un microfono, tre ragazzi lo ascoltano. La didascalia della foto recita: La morale comunista: Pasolini predica contro la censura dinanzi ai giovani delle sezioni romane.|Pasolini presentato come corruttore della gioventù sul settimanale di destra "Il borghese" nel 1960.]]
 
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