Apri il menu principale

Modifiche

nessun oggetto della modifica
In questi casi, l'assenza del culto della personalità sembra parzialmente motivata dal desiderio di proiettare un'immagine di uno stato senza volto ma onnipresente e onnisciente. In altri casi come nella [[Cina]] del dopo Mao, le autorità disapprovarono la fondazione di un culto della personalità per paura che potesse turbare l'equilibrio di potere tra i capi all'interno dell'elite politica.
 
La creazione di un culto così vasto spesso portò alla critica dei regimi di Josif Stalin e Mao Zedong. Durante l'apice deidel loro regnipotere, entrambi questi capi apparivano come governanti onniscienti e semi-divini, destinati a guidare la nazione per l'eternità. Gli ordini governativi prescrivevano l'esibizione dei loro ritratti in ogni casa e in ogni edificio pubblico, e molti artisti e poeti venivano istruiti per produrre solo opere che glorificassero il capo.
Per giustificare questi livelli di adorazione, sia Mao che Stalin cercarono di presentare loro stessi come personalmente umili e modesti, e caratterizzavano spesso i loro vasti culti della personalità come niente più che una dimostrazione spontanea di affetto da parte del loro popolo. Stalin in particolare usò questa scusa per giustificare la massiccia campagna del [[PCUS|Partito Comunista]] per ribattezzare le cose in suo onore (come la città di [[Stalingrado]]).
 
Utente anonimo